Coelum Astronomia 225 - 2018 - Page 99

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opportunamente anche il diametro del forellino. L’ultima delle immagini è la somma di un centinaio di scatti poi sovrapposti allo scopo di aumentare la visibilità dei “mari” della Luna.

risultanti sono stati di 1 secondo per la distanza di 25 mm e 60 secondi per la distanza di 1.600 mm.

Il risultato è presentato nella Foto 9: qui è evidente sia l’effetto dell’ingrandimento, sia l’effetto della maggiore risoluzione angolare man mano che la distanza tra il foro e il sensore aumenta, come già detto però aumentando opportunamente anche il diametro del forellino. L’ultima delle immagini è la somma di un centinaio di scatti poi sovrapposti allo scopo di aumentare la visibilità dei “mari” della Luna.

Sopra. La struttura interna delle ali di VAMP e la direzione di espansione (Kristen Griffin, Venus Atmospheric Maneuverable Platform (VAMP)).

Sopra. Dopo l’inserzione nell’orbita di Venere, l’orbiter rilascerà VAMP, che dovrà aprirsi come una sorta di ventaglio (Kristen Griffin, Venus Atmospheric Maneuverable Platform (VAMP))

L’idea alla base di questa ipotetica missione consiste infatti nel lancio di due elementi collegati, che si separeranno solo dopo l’inserzione nell’orbita di Venere: VAMP, che planerà verso la copertura nuvolosa del pianeta, e un orbiter, che avrà il compito di sorvegliare la missione dall’alto, fungendo da ponte di comunicazione tra l’aereo e la Terra.

A causa del coefficiente balistico volutamente molto basso, VAMP non avrà bisogno di uno scudo termico per sopravvivere all’ingresso nell’atmosfera di Venere. Le sezioni anteriori rinforzate saranno più che sufficienti a resistere al calore generato dall’attrito con l’aria, che, distribuito sull’ampia metratura della superficie d’ingresso, non supererà mai i 1.000 °C.

Una volta penetrato nell’atmosfera, VAMP, rallentato enormemente dall’attrito, planerà fino alla quota operativa, alla quale avverrà la transizione alla fase di volo attivo. L’aereo disporrà infatti di due eliche anteriori movimentate da motori elettrici alimentati dall’energia fornita da una griglia di celle solari che dovrebbero essere in grado di fornire più di 8 kW di potenza. Grazie alla presenza di timone e alettoni, il velivolo sarà completamente manovrabile nelle tre direzioni spaziali, permettendo così la massima libertà di movimento.

Il piano operativo della sonda prevede due tipi di funzionamento: uno passivo, in cui VAMP planerà fino a una quota minima di 50–52 km dal suolo