Coelum Astronomia 225 - 2018 - Page 94

Coelum Astronomia

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Sotto. Un’immagine diurna di Venere ripresa dalla sonda Akatsuki nell’ultravioletto. Sono ben visibili le formazioni filamentose che fluttuano nell’atmosfera intorno alle latitudini equatoriali. Le strisce scure tradiscono la presenza di un aerosol contenente zolfo e un composto di natura ignota che assorbe la radiazione ultravioletta del Sole (JAXA / ISAS / DARTS / Damia Bouic)

appare ricchissima di dettagli molto fini: le immagini mostrano un vasto, frastagliatissimo e variabile intreccio di filamenti scuri, diffusi soprattutto alle basse latitudini, che percorrono le nuvole per migliaia di chilometri.

Cosa sono quei filamenti? Ancora non lo si sa con certezza. Decenni di osservazioni indicano che le zone scure sono prodotte dall’assorbimento della luce solare nelle lunghezze d’onda tra 270 e 500 nanometri, da parte di composti che si trovano in sospensione nelle nuvole di Venere. L’analisi spettroscopica suggerisce che queste particelle assorbenti potrebbero contenere composti dello zolfo (acido solforico, anidride solforosa) e cloruro ferrico (FeCl), ma i pareri degli studiosi al riguardo sono molti e discordanti.