Coelum Astronomia 225 - 2018 - Page 89

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Quello della ricerca della vita oltre la Terra è uno dei temi più caldi e intriganti che la comunità scientifica sta affrontando con sempre maggior attenzione e vigore negli ultimi decenni. La creazione di nuovi grandi telescopi, come il futuro E-ELT e il nuovo telescopio spaziale James Webb, così come l’affinamento delle tecniche di rilevamento e analisi, permettono di spingere l’occhio indagatore sempre più lontano. Se negli ultimi decenni la ricerca di tracce di vita extraterrestre ha interessato quella branca dell’astronomia che si dedica ai pianeti extrasolari, restando nel Sistema Solare i target di maggior interesse sono oggi costituiti dalle lune ghiacciate dei grandi pianeti gassosi, Giove e Saturno: Europa ed Encelado, per i loro oceani sotterranei, e Titano, per la sua densa atmosfera ricca di composti organici. Oltre a queste lune, però, non vi è dubbio che uno degli obiettivi primari e prioritari per la ricerca di vita extraterrestre sia Marte, che ha focalizzato l’attenzione delle maggiori agenzie spaziali mondiali, che hanno diretto

proprio verso il Pianeta Rosso

numerose missioni di ricerca (e altre sono in preparazione), senza contare la recente scoperta di acqua liquida salmastra sotto il polo sud ghiacciato del pianeta.

Eppure, forse si è trascurato di guardare con sufficiente attenzione nell’altra direzione, nel Sistema Solare interno, ossia verso Venere. Il pianeta gemello della Terra, appena più piccolo del nostro per diametro e massa, potrebbe essere infatti un candidato molto interessante per la vita, certo più di quanto farebbe supporre la sua incandescente temperatura superficiale, che, con oltre 450 °C, supera abbondantemente il punto di fusione del piombo (327,5 °C).