Coelum Astronomia 225 - 2018 - Page 52

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detto Brown. Ma un'altra domanda subito incombe. «Anche se vediamo lampi in entrambe le zone polari, come mai ne registriamo di più in particolare al polo nord?».

Questa domanda resta – per ora – senza risposta, ma è dall'analisi dei dati individuati nel secondo articolo pubblicato su Nature Astronomy, nel quale Ivana Kolmašová della Czech Academy of Sciences (Praga) e colleghi presentano il più grande database di emissioni radio a bassa frequenza generate dai fulmini su Giove fino ad oggi. Il set di dati è di oltre 1.600 segnali, raccolti dallo strumento Juno's Waves, quasi 10 volte il numero registrato dalla Voyager 1. Secondo questi dati, Juno ha rilevato picchi di quattro fulmini al secondo (simili ai tassi osservati nei temporali sulla Terra) addirittura sei volte superiore ai valori di picco rilevati da Voyager 1.

Scott Bolton, PI di Juno (Southwest Research Institute di San Antonio), conferma il privilegiato punto di vista di Juno, senza la quale queste scoperte non sarebbero potute avvenire: «La nostra orbita unica consente alla sonda di volare più vicino a Giove di qualsiasi altro veicolo spaziale della storia, quindi la potenza del segnale di ciò che il pianeta sta irradiando arriva ad essere mille volte più forte. Inoltre, i nostri strumenti a microonde e plasma sono all'avanguardia, e ci permettono di individuare anche i deboli segnali luminosi provenienti dalla cacofonia delle emissioni radio di Giove».

I vortici di Giove al naturale

di Barbara Bubbi - UniversoAstronomia

Questa fantastica ripresa della sonda Juno immortala una gigantesca tempesta che impazza nella banda equatoriale meridionale di Giove. La turbolenta formazione, da non confondersi con la Grande Macchia Rossa, è accompagnata da vari vortici rossastri più piccoli.

La visione in colori naturali offre un esempio di come il gigante del Sistema Solare potrebbe apparire all’occhio umano se osservato dalla posizione privilegiata di Juno. L’aspetto incantevole di Giove è dovuto alla sua atmosfera, arricchita da colorate bande nuvolose e macchie, più o meno grandi, che adornano il pianeta come tante perle. L’immagine è stata ripresa dalla sonda il 15 luglio 2018 durante il 14° passaggio ravvicinato a Giove (13° scientifico), quando Juno si trovava a circa 8000 chilometri dalla coltre nuvolosa del gigante gassoso.

Crediti: NASA/JPL-Caltech/SwRI/MSSS/Björn Jónsson