Coelum Astronomia 225 - 2018 - Page 51

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Sopra. Lampi sul lato notturno di Giove ripresi dalla sonda Galileo nel 1997. Crediti: NASA

«Nei dati dei nostri primi otto flyby, l'MWR di Juno ha rilevato 377 scariche», spiega sempre Brown. «Sono stati registrati sia nei megahertz che nei gigahertz, che è quello che accade anche nei fulmini terrestri. Il motivo per cui siamo gli unici ad averlo rilevato è perché Juno sta volando più vicino ai fulmini che mai, e stiamo cercando a radiofrequenze che attraversino facilmente la ionosfera di Giove».

Nonostante i dati si mostrino quindi molto simili a quelli rilevabili da fulmini terretstri, lo studio ci indica anche in cosa, invece, sono estremamente diversi.

«La distribuzione dei fulmini di Giove è inversa rispetto a quella terrestre», afferma Brown. «C'è maggiore attività vicino ai poli di Giove e nessuna vicino all'equatore». Mentre sappiamo che temporali con tuoni e fulmini, sulla Terra, sono numerosi anche a quelle latitudini, anzi... Come mai allora i fulmini si riuniscono vicino all'equatore sulla Terra e vicino ai poli su Giove?

La risposta è... la differenza di temperatura. La Terra, infatti, ricava la maggior parte del suo calore dall’esterno, dalla radiazione solare. Poiché il nostro equatore sopporta maggiormente il peso della luce solare, l'aria umida e calda sale (attraverso moti convettivi) più liberamente in quella zona, alimentando temporali che producono fulmini.

L'orbita di Giove è cinque volte più lontana dal Sole dell'orbita terrestre, il che significa che il pianeta gigante riceve 25 volte meno luce solare della Terra. Ma anche se l'atmosfera di Giove ricava la maggior parte del suo calore dall'interno del pianeta stesso, questo non rende irrilevante la minore entità di irradiazione solare che gli arriva. I raggi solari riescono comunque a fornire un po' di calore, riscaldando l'equatore di Giove più dei poli – proprio come riscaldano la Terra. Si tratta però di un riscaldamento appena sufficiente a creare stabilità nell'atmosfera superiore, inibendo i moti di aria calda dall'interno. I poli, che non hanno questo calore proveniente dall'esterno e quindi minore, o nessuna, stabilità atmosferica, permettono ai gas caldi provenienti dall'interno di Giove di salire, guidando il moto di convezione e quindi creando l’ambiente adatto alla produzione di fulmini.

«Sono risultati che potrebbero aiutare a migliorare la nostra comprensione della composizione e della circolazione dei flussi di energia su Giove», ha