Coelum Astronomia 225 - 2018 - Page 49

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Sopra. Durante la sua missione, finalmente approvata fino a conclusione, Juno manterrà la sua orbita polare di 53 giorni attorno a Giove. Nella sua posizione più vicina, una volta per orbita, la sonda passa entro i 5.000 chilometri dalle nubi di Giove. All'estremità più lontana di ogni orbita, apogiovio, Juno si trova a circa 8 milioni di chilometri dal pianeta – appena al di là dell'orbita della luna di Giove Themisto. Crediti: NASA / JPL-Caltech

I Fulmini di Giove

E negli stessi giorni sono stati pubblicati due nuovi studi grazie proprio ai dati ricavati dalla sonda, su Nature e su Nature Astronomy. Gli scienziati del team Juno infatti hanno svelato alcune particolarità della dinamica dei fulmini su Giove, un mistero sul quale i ricercatori si interrogano sin da quando la navicella Voyager 1 della NASA passò accanto al pianeta nel marzo del 1979.

Quell'incontro confermò infatti l'esistenza di fulmini su Giove, sotto forma di emissioni radio a bassa frequenza, poi soprannominate whistler perché simili al suono di un fischio. Questi fenomeni sono stati teorizzati per secoli ma vennero osservati per la prima volta solo da quella prima sonda di passaggio nei pressi del pianeta gassoso. I dati raccolti mostrarono che i segnali radio associati ai fulmini gioviani non corrispondevano però nei dettagli ai segnali radio prodotti dai fulmini qui sulla Terra (il primo passo nello studio di un fenomeno è infatti confrontarlo con il fenomeno più simile conosciuto).

«A prescindere dal pianeta in cui ti trovi, i fulmini si comportano come trasmettitori radio – emettono onde radio quando attraversano il cielo», spiega Shannon Brown del Jet Propulsion Laboratory (JPL) della NASA, del team Juno e autore principale dello studio. I fulmini terrestri infatti si propagano in due modi fondamentali: sotto forma di onde a bassa frequenza (da pochi chilohertz a decine di