Coelum Astronomia 225 - 2018 - Page 43

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Sabato 18 agosto, intorno alle ore 21, un intenso bolide è stato avvistato sui cieli italiani, offrendo ai molti spettatori uno spettacolo davvero affascinante.

Di tanto in tanto penso al tempo che passa, ai tanti amici, agli anni della nostra gioventù, alle notti insonni trascorse a osservare il cielo, la Luna, le stelle, alla spensieratezza di quegli anni e all’immenso spazio della nostra fantasia. Ricordo quei momenti: la smania di diventare adulti, i sabato sera in giro per le strade, nei pub e nelle discoteche, chiusi dentro le automobili per le strade illuminate delle nostre città. Quel tempo è oggi passato.

Dall’alto della nostra fantasia un grande scivolo ci ha riportati sulla terra; siamo diventati adulti, con lo sguardo rivolto all’orizzonte e il cielo sempre lì, immutabile e silenzioso, come un velo gigante ai limiti della realtà. Oggi è il tempo della “concretezza”, delle cose chiare e tangibili; tutto ha un nome, una logica, una misura.

Pervaso da un’aura nostalgica, vi racconto una storia recente.

Lo scorso sabato 18 agosto, dopo aver cenato, io e mia figlia Eva, una bambina di tre anni e mezzo, siamo usciti fuori casa per la consueta passeggiata estiva. Nel pomeriggio c’era stato un temporale e, alla sera, il cielo era tornato limpido. La mia compagna è rimasta in casa a leggere un libro. Siamo andati lungo una strada che costeggia un fiume, camminando nel bordo della strada, tra i lampioni accesi, mia figlia, osservando il “Quarto” di Luna passare tra un lampione e l’altro, ha esclamato sorridendo: «la Luna cammina!».

Le ho spiegato che non era la Luna a camminare, bensì eravamo noi a muoverci lungo la strada mentre la Luna e i lampioni restavano immobili. Le ho spiegato anche che, nella realtà, la Luna si muove anch’essa, che per noi quel movimento è istantaneamente impercettibile e che comunque nei prossimi giorni l’avremmo vista, sempre immobile, da un’altra parte.