Coelum Astronomia 225 - 2018 - Page 33

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La Notizia: Marte, c’è un lago sotterraneo di acqua liquida

di Redazione Media INAF

Sopra. Impressione artistica del veicolo spaziale Mars Express che sonda l’emisfero sud di Marte, sovrapposto a una sezione radar dei depositi stratificati polari meridionali. La linea bianca più in alto è l’eco del radar di superficie, mentre le macchie blu chiaro lungo l’eco radar basale evidenziano aree di riflettività molto alta, interpretate come dovute alla presenza di acqua. Crediti: ESA, INAF. Elaborazione grafica di Davide Coero Borga – Media INAF

Acqua su Marte: liquida e salata. Sono queste le prime conclusioni delle indagini compiute con il radar italiano Marsis (Mars Advanced Radar for Subsurface and Ionosphere Sounding), a bordo della sonda europea Mars Express, pubblicate lo scorso 25 luglio su Science. Allo studio, guidato da Roberto Orosei dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), hanno partecipato scienziati e scienziate appartenenti all’INAF e ad altri centri di ricerca e università italiane: l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), l’Università degli studi Roma Tre, l’Università D’Annunzio Chieti-Pescara, il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) e Sapienza Università di Roma. I risultati, per la prima volta, confermano che sotto la superficie di Marte c’è acqua allo stato liquido. Probabilmente acqua è salata, visto che Marsis ha individuato il bacino a 1,5 km di profondità, dove la temperatura è sicuramente ben al di sotto di 0 °C. I sali, probabilmente simili quelli che la sonda NASA Phoenix ha trovato nel ghiaccio della zona circumpolare nord, agiscono da “antigelo”, aiutando a mantenere l’acqua allo stato liquido nonostante la temperatura. Acqua, sali, rocce e protezione dalla radiazione cosmica sono ingredienti che potrebbero far pensare anche a una nicchia biologica. I ricercatori sono convinti che potrebbero esserci altre zone con condizioni favorevoli alla presenza di acqua in profondità su Marte e ora, messo a punto il metodo di analisi, potranno continuare a investigare.

Grazie alla sonda Viking della NASA, dal 1976 è diventato evidente il fatto che la superficie di