Coelum Astronomia 225 - 2018 - Page 31

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È del 25 luglio di quest'anno la pubblicazione sulla rivista Science di un articolo, scritto da un gruppo di ricercatori italiani, in cui si dà notizia della scoperta di acqua liquida a 1,5 km di profondità sotto la calotta polare meridionale di Marte.

Questo risultato è stato ottenuto mediante i dati del radar italo-americano MARSIS (Mars Advance Radar for Subsurface and Ionosferic Sounding) a bordo della sonda europea Mars Express. MARSIS è stato concepito per cercare il ghiaccio e l'acqua al di sotto della superficie di Marte. e lavora in modo simile ai radar che sulla Terra vengono usati per identificare e studiare la presenza di acqua liquida al di sotto delle calotte polari, come nel caso del lago Vostok in Antartide. Così come il segnale dei nostri cellulari è in grado di attraversare i muri degli edifici, l’impulso radar emesso da MARSIS si riflette in parte sulla superficie e in parte penetra all’interno del ghiaccio, dove viene ulteriormente riflesso quando incontra un materiale diverso. Il segno caratteristico della presenza di acqua è la forte intensità degli echi radar, poiché l'acqua è il materiale naturale che meglio riflette le onde radio. Sulla Terra, quindi, la ricerca di acqua sotterranea consiste nella ricerca di echi radar particolarmente forti provenienti dal sottosuolo. Gli echi provenienti da 1,5 km di profondità nell'area osservata da MARSIS sono addirittura più forti di quelli prodotti dalla superficie.

La dimostrazione che questo fenomeno sia dovuto alla presenza di acqua liquida ha richiesto però ben più che una semplice analogia con misure simili fatte sulla Terra. Su Marte, MARSIS aveva registrato echi con caratteristiche simili già nel 2007, a una profondità di più di tre chilometri e mezzo sotto la parte più brillante della calotta polare sud, detta calotta residua, costituita da anidride carbonica congelata. In quel caso, però, fu dimostrato che la ragione di echi così intensi non era la presenza di un forte riflettore alla base del ghiaccio, ma piuttosto quella del ghiaccio di CO2 in superficie. Esso infatti è molto più trasparente