Coelum Astronomia 225 - 2018 - Page 29

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InSight

E sul suolo marziano è in arrivo un nuovo abitante marchiato NASA, anche se con una significativa partecipazione europea. Si appresta ad arrivare la sonda InSight, che si trova già oltre la metà del suo viaggio. Ad oggi, ha percorso 277 milioni di chilometri e gliene mancano all’incirca 208 per toccare il suolo marziano sulla Elysium Planitia, dove inizierà la sua missione sullo studio dell’interno del Pianeta Rosso. Il suo acronimo deriva infatti da Interior Exploration using Seismic Investigations, Geodesy and Heat Transport, ovvero studio dell’interno del pianeta attraverso analisi sismiche, di geodesia e del trasporto del calore. Il suo arrivo è previsto per il prossimo 6 novembre, tutti gli strumenti sono stati testati con successo e tutto procede nominalmente.

Nel frattempo, le telecamere del lander hanno ripreso un “selfie interno” della backshell. Tom Hoffman, project manager di InSight, spiega: «Se sei un ingegnere della missione InSight, il primo sguardo alla calotta di protezione termica, al cablaggio e ai bulloni di copertura è uno spettacolo davvero rassicurante in quanto ci dice che la nostra Instrument Context Camera sta funzionando perfettamente. La prossima foto in programma con questa camera sarà della superficie di Marte».

Se tutto va come previsto la ICC scatterà la prima immagine della Elysium Planitia pochi minuti dopo l’atterraggio di InSight sul suolo marziano.

A destra. Un "selfie" interno di Insight, che la navicella ha inviato per dare prova che tutto funziona alla perfezione. L'immagine è stata presa dalla Instrument Context Camera (ICC) del lander e mostra le strutture interne che lo incapsulano all'interno della navicella spaziale. La backshell è la struttura che contiene il paracadute e tutto ciò che servirà al lander durante le fasi di ingresso in atmosfera, discesa e atterraggio, proteggendolo dalle forti temperature dell'impatto con l'atmosfera e accompagnandolo fino al suolo. Crediti: NASA/JPL-Caltech

avvicinarsi gradualmente ed è entrata in “stationkeeping” (mantenere la distanza con un volo in formazione) a 20 km il 27 luglio dopo essere passata a soli 6 km dal suo obiettivo. Lo Stationkeeping è stato utilizzato per la misurazione precisa del campo gravitazionale dell’oggetto, permettendone l’azione in modo continuo, lasciando Hayabusa in “caduta libera” fino ad arrivare il 6 agosto a una altezza di soli 850 metri, momento in cui sono stati riaccesi i motori della sonda con una potenza prestabilita. I dati raccolti saranno utilizzati dai tecnici di astrodinamica della sede JAXA di Sagamihara per i calcoli precisi di navigazione da utilizzare per il resto della missione.

Fra gli esperimenti presenti a bordo della sonda vi è anche un piccolo lander europeo chiamato MASCOT, che a ottobre verrà inviato su Ryugu con un sistema a molla e che, nelle 16 ore di funzionamento a batteria, gli permetterà di effettuare rilevamenti scientifici e scattare immagini della superficie da almeno un paio di luoghi diversi, grazie a un sistema a catapulta che gli consentirà di eseguire almeno un salto sulla superficie dell'asteroide.

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