Coelum Astronomia 225 - 2018 - Page 28

Hayabusa 2

Il 18 giugno, la sonda giapponese si trovava a meno di 180 km dalla sua destinazione, l’asteroide Ryugu (162173 – circa 900 m di diametro), da cui eseguirà la raccolta dei campioni che verranno riportati sulla Terra. Stava eseguendo correzioni di rotta ogni due giorni per

TESS e Kepler

Il 30 maggio l’Osservatorio planetario extrasolare Transiting Exoplanet Survey Satellite (TESS) ha eseguito la sua accensione finale di inserimento nell’orbita definitiva passando da 99.036 km x 435.600 km x 36,6° a 99.037 x 366.905 km x 36,6°. Si tratta di un’orbita geocentrica in risonanza lunare con periodo P/2 (la metà di quella lunare) e in quadratura con essa in modo da sfruttare l’effetto stabilizzante del nostro satellite naturale restandone sempre a debita distanza. Lo scopo è minimizzare gli interventi propulsivi e allungare così il più possibile la vita della sonda. Attualmente ha già intrapreso la fase operativa della missione iniziando la ricerca di pianeti extrasolari con il metodo dei transiti stellari.

Le sue 4 fotocamere scientifiche sono dotate di 4 CCD infrarossi da 16,8 megapixel ciascuno e possono vedere circa 20 milioni di stelle nel firmamento, 200.000 delle quali sono già schedate e bersagli preselezionati.

Kepler, il predecessore di TESS, sta per terminare il propellente ed entro fine anno dovrà interrompere definitivamente le osservazioni per l’incapacità di mantenere l’assetto a causa del guasto ai giroscopi. In TESS avrà un degno erede, posto molto più vicino a “casa” (attualmente Kepler è a circa 160 milioni di chilometri dalla Terra su un’orbita eliocentrica) in grado quindi di inviare al centro controllo una mole molto più vasta di dati grazie ad una connessione molto più veloce. Kepler ha scoperto 2650 esopianeti e ne ha almeno altrettanti in attesa di conferma.

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e trasporta la fotocamera grandangolare WISPR, la suite di rivelatori di particelle ISIS, l'esperimento FIELDS per misurare i campi elettrici e magnetici e lo strumento SWEAP per misure in situ del vento solare. Si ripara dietro uno scudo di carbonio-carbonio da 73 kg, largo 2,4 metri. Alla fine della missione, quando il propellente si sarà esaurito e lo scudo termico non potrà più essere puntato con verso il Sole, il resto della sonda brucerà, lasciando presumibilmente il solo scudo termico in orbita attorno alla nostra stella.

Parker Solar Probe sarà il più veloce oggetto artificiale di sempre. Il record di velocità attuale è stato stabilito il 16 aprile 1976 dalla sonda spaziale tedesca/statunitense Helios 2 ed è di 68,6 km/s. Parker supererà questo record intorno al 30 ottobre. I calcoli però dicono che la sua velocità massima sarà raggiunta quando passerà a soli 6,1 milioni di chilometri dalla nostra stella raggiungendo l’incredibile velocità di oltre 192 km/s.

Sopra. In questa illustrazione TESS mentre sorvola la Luna, un passaggio che le ha fornito una spinta gravitazionale per entrare in rotta per la sua orbita operativa finale. Crediti: Goddard Space Flight Center/NASA

Kepler è a circa 160 milioni di chilometri dalla Terra su un’orbita eliocentrica) in grado quindi di inviare al centro controllo una mole molto più vasta di dati grazie ad una connessione molto più veloce. Kepler ha scoperto 2650 esopianeti e ne ha almeno altrettanti in attesa di conferma.