Coelum Astronomia 225 - 2018 - Page 193

Un po’ di storia della citizen science

Esempi di citizen science nella storia sono stati numerosi, ma forse il più iconico è quello che prese vita agli inizi del secolo scorso e che ancora oggi persiste, attraverso l’iniziativa della National Audubon Society, un’associazione statunitense da sempre impegnata nella preservazione della biodiversità. L’associazione oggi, così come allora, ogni Natale incoraggia volontari birdwatcher a contribuire al Christmas Bird Count, il conteggio degli uccelli, con un coinvolgimento alla partecipazione sul campo.

Ma è soprattutto a partire dall’ultimo decennio del secolo scorso, con la diffusione di Internet su larga scala, che la scienza partecipata si diffonde, grazie ai contributi online. Numerosi e particolarmente rappresentativi, sono gli esempi di citizen science applicati all’astronomia.

Nel 2001 fu la celebre Università di Harvard a lanciare un progetto collettivo, il Digital Access to a Sky Century @ Harvard (DASCH). Sono centinaia di migliaia le galassie fotografate su lastre tra il 1885 e il 1995 appartenenti all’Harvard College Observatory, una risorsa inestimabile per la conoscenza dell’Universo. L’università di Harvard sta provvedendo alla digitalizzazione di tutte queste informazioni, ma per quanto riguarda i dati relativi le lastre, presenti nei registri, ad oggi non esiste macchina migliore dell’occhio (e della mente) umana per la trascrizione dei dati scritti negli anni a mano. I cittadini sono invitati su base volontaria, ad aderire al progetto trascrivendo, revisionando o validando il lavoro di altri colleghi volontari.

Del 2007 è Galaxy Zoo 1, un progetto di scienza partecipata che fin dalla prima edizione ha potuto contare su una vasta comunità di collaboratori. Un gruppo di astronomi decise di lanciare in internet una call per visionare le immagini della banca dati del telescopio Sloan Digital Sky Survey e classificare un campione di oltre 1 milione di galassie. Il progetto si rivela un successo e, nel solo primo anno, sono circa 150.000 i volontari.

Le modalità di partecipazione sono semplicissime: basta superare un breve test online d’ingresso e si può iniziare il lavoro di catalogazione. Ovviamente sono previsti semplici ma funzionali sistemi di controllo e verifica delle informazioni inserite dai numerosi collaboratori.

Alla prima sono seguite altre due fasi di progetto, una del 2009, Galaxy Zoo 2 e l’altra del 2010, Galaxy Zoo Hubble dedicata alla catalogazione dei i dati del telescopio spaziale Hubble. Numerosissime sono le pubblicazioni prodotte grazie al contributo di tutti i volontari.

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