Coelum Astronomia 225 - 2018 - Page 168

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irregolare. A prescindere dal fatto che purtroppo diversi crateri sono privi di denominazione ufficiale, procedendo verso nord incontreremo Madler-A di 5 km, Isidorus-V di 4 km, Isidorus-U di 6 km, Isidorus-G di 7 km, Isidorus-C di 9 km, Torricelli-M di 14 km con l’adiacente Censorinus-T di 5 km. Ancora più a nord con Censorinus-B di 8 km saremo ormai in prossimità del mare Tranquillitatis.

Per quanto riguarda il fondo del Sinus Asperitatis si tratta di una regione relativamente pianeggiante e con una innumerevole quantità di dettagli, che certamente attireranno l’attenzione di molti appassionati di osservazioni lunari. Infatti, partendo dal lato meridionale, noteremo come alla base esterna della parete settentrionale di Theophilus si estenda una vasta area in cui potremo osservare le medesime caratteristiche morfologiche già precedentemente riscontrate nella platea del citato cratere, cioè la presenza di materiali di frantumazione che furono soggetti a fusione in seguito all’impatto con la loro contestuale espulsione intorno al cratere in formazione.

Terminata la zona occupata dai materiali fusi, la vasta area a nord del quasi completamente distrutto Theophilus-F, di 13 km di diametro, è disseminata da innumerevoli e lunghi allineamenti di piccolissimi craterini formatisi anch’essi con l’enorme quantità di detriti espulsi in seguito all’evento di Theophilus, infatti noteremo come queste strutture siano disposte radialmente rispetto al punto di impatto. Altri crateri praticamente distrutti probabilmente dai detriti di Theophilus e anche parzialmente sepolti sono Theophilus-E di 21 km e Hypatia-M di 28 km.

Sempre sul fondo del Sinus Asperitatis, procedendo verso nord, possiamo tranquillamente constatare come la struttura dominante sia l’inconfondibile Torricelli, un cratere dall’insolita conformazione a pera di 24 km di diametro e con pareti alte 2100 metri, la cui origine risale al Periodo Geologico Imbriano collocato da 3,8 a 3,2 miliardi di anni fa. Molto probabilmente si tratta della fusione di due crateri adiacenti inseriti a loro volta in Torricelli-R in posizione notevolmente decentrata verso nordest, praticamente quel poco che rimane di un vasto cratere di 87 km di diametro oggi quasi completamente distrutto e sommerso dai detriti che ricoprono questa regione lunare, e di cui emergono solamente le parti sommitali delle linee di cresta più elevate alte in ogni caso non più di alcune centinaia di metri. Ma se ci spostiamo all’esterno dell’area di Torricelli-R a nord-nordest potremo osservare Torricelli-B, un cratere di 7 km di diametro che in passato fu sede di presunti fenomeni lunari transienti (TLP) divenendo oggetto di frequente monitoraggio durante le campagne osservative a cui aderirono varie associazioni italiane nell’ambito di programmi di ricerca promossi da British Astronomical Association.

In corrispondenza di una coppia di piccoli crateri senza nome, di cui il maggiore ha un diametro di 4 km, situati a est-sudest di Torricelli-C (diametro 11 km), inizia una dorsale che con andamento curvilineo si estende verso nord per almeno 100 km, con una larghezza molto variabile e comunque non superiore ai 4,5-5 km la cui estremità settentrionale va a terminare in pieno mare Tranquillitatis.