Coelum Astronomia 225 - 2018 - Page 166

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Coelum Astronomia

collocato da 4,5 a 3,8 miliardi di anni fa.

Fra mons Penck e Cyrillus merita un’osservazione anche Ibn Rusdh di 34 km di diametro e pareti alte 1.400 m (ex Cyrillus-B), un cratere notevolmente danneggiato la cui origine risale al Periodo Geologico Imbriano collocato da 3,8 a 3,2 miliardi di anni fa. Proseguendo lungo il margine occidentale del Sinus Asperitatis potremo osservare una lunga sequenza di crateri di vario diametro, intervallati da numerosi rilievi montuosi e da basse colline, in una regione lunare estremamente tormentata in cui sarà possibile scandagliare anche piccoli craterini utilizzando i poteri di ingrandimento compatibili con le condizioni osservative della serata, in un paesaggio lunare estremamente vario e anche interessante.

In prossimità dei crateri Zollner-F (diametro 27 km) e Hypatia-A (diametro 16 km), un differente orientamento dei rilievi e delle linee di cresta viene a formare come una sorta di ampio collegamento che si estende verso nordovest, fino al cratere Delambre (diametro 54 km e pareti di 3.500 metri, che vedremo più in dettaglio in un prossimo articolo).

Sempre sul bordo occidentale di Asperitatis, immediatamente a nord di Hypatia-A, osserviamo il cratere Hypatia, diametro di 43 km la cui formazione risale al Periodo Geologico Imbriano collocato da 3,8 a 3,2 miliardi di anni fa. La forma vagamente triangolare di questa struttura geologica appare subito particolarmente distrutta e allungata in senso sudest-nordovest.

Osservando attentamente Hypatia, e le strutture immediatamente adiacenti, sembrerebbe che questo cratere sia la risultante di una fusione multipla fra vari crateri, logica conseguenza di una serie di impatti che sconvolsero anche questa tormentata regione del nostro satellite.

All’osservazione telescopica, in Hypatia si nota una linea di cresta sul lato ovest-sudovest, mentre nella platea vi sono piccoli craterini e rilievi collinari. Da Hypatia sarà molto interessante l’osservazione di un lungo gruppo montuoso che si estende verso nord per circa 90 km, in direzione del mare Tranquillitatis, quasi una sorta di terrapieno con la sommità relativamente appiattita. Non è ufficialmente nota l’altezza di

questa struttura geologica, sulla quale potremo osservare numerosi crateri di vario diametro di cui il maggiore è Torricelli-L di 4 km, oltre a ripide scarpate rivolte verso il Sinus Asperitatis e allineamenti di crateri orientati in senso nordovest-sudest.

Giunti ormai in vista del mare Tranquillitatis, passiamo ora alle strutture che delimitano il Sinus Asperitatis lungo il suo bordo orientale. Da una semplice osservazione, anche a bassi ingrandimenti, noteremo come le formazioni lunari in questo caso non costituiscano una vera e propria netta delimitazione, ma una continuità molto irregolare. Infatti, se partiamo dall’angolo sudest, noteremo numerose creste costituite da basse colline, allineamenti di piccoli craterini e strutture crateriformi di vario diametro contornate da modeste pareti poco elevate e con una forma in