Coelum Astronomia 225 - 2018 - Page 165

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Guida all'osservazione

Il Sinus Asperitatis

Come principale

proposta andiamo a

osservare il Sinus

Asperitatis nella

serata del 15

settembre quando,

dalle 20:00 circa,

con la Luna che

tramonta alle 23:04

in fase di 6 giorni

(Colong. 340,3°; frazione

illuminata 38,2%), concentreremo l’attenzione sulla limitata regione lunare che dal cratere Theophilus si estende verso nord, fino all’estremità meridionale del mare Tranquillitatis. La sera del 15 settembre il margine occidentale del Sinus Asperitatis verrà a trovarsi in prossimità del terminatore lunare, pertanto per le strutture a ovest potrà rendersi necessario estendere l’osservazione anche alla serata successiva.

Per l’individuazione della regione oggetto di questa proposta osservativa basterà orientare il telescopio a circa metà della frazione illuminata del disco lunare a breve distanza dal terminatore, concentrando poi l’attenzione sulla limitata area scura fa i mari Nectaris e Tranquillitatis.

Le dimensioni del Sinus Asperitatis, non dalla consueta forma circolare, sono di 180 x 180 km e la sua origine viene fatta risalire al Periodo Geologico Pre Imbriano collocato da 4,5 a 3,8 miliardi di anni fa. Questa interessantissima regione lunare è delimitata a sud dai crateri Cyrillus e Theophilus (diametro di 100 e 104 km, già visti in dettaglio in un precedente articolo) e da una zona relativamente pianeggiante in cui si trova Madler, un cratere di 29 km di diametro con pareti alte 2670 metri, che viene a costituire un accesso diretto con l’estremità settentrionale dell’adiacente mare Nectaris.

Volendo iniziare le nostre osservazioni dal lato ovest del Sinus Asperitatis non perderemo certamente il mons Penck (circa 80 km a nordovest di Theophilus), un notevole massiccio montuoso alto 400 metri e con diametro di 30 km la cui struttura ricorda quella di un promontorio che si innalza fra Kant-C di 20 km (a nordest) e un cratere di 34 km (a sudovest) privo di denominazione ufficiale. L’origine di mons Penck è la medesima del Sinus Asperitatis, risalendo pertanto al Periodo Geologico Pre Imbriano

1,1 miliardi di anni fa nel Periodo Geologico Copernicano.

Reiner Gamma ha un diametro di 41 km e, almeno apparentemente, sembra appartenere alla variegata categoria dei cosiddetti crateri fantasma, cioè quasi completamente sepolti sotto lo strato di regolite che ricopre (in modo non uniforme) la superficie del nostro satellite. Rilevazioni strumentali effettuate dalle sonde rilevarono che Reiner Gamma sarebbe sede di una notevole anomalia magnetica. Per comprendere la causa dell’anomala colorazione più chiara rispetto alla regione immediatamente circostante venne ipotizzato che il conseguente scudo magnetico avrebbe agito come protezione rispetto alle particelle elettricamente cariche del vento solare, mantenendo invariato nel tempo l’aspetto brillante e l’elevata albedo limitatamente alla zona interessata dalla citata anomalia.

All’osservazione telescopica si noterà la chiara colorazione del fondo di Reiner Gamma (ad eccezione del contorno interno del cratere), più intensa nel settore est della platea, elevata albedo che si estende anche in numerose aree all’esterno della struttura. Si consiglia il monitoraggio di Reiner Gamma anche in corrispondenza del Plenilunio al fine di individuare eventuali e significative variazioni di albedo.