Coelum Astronomia 225 - 2018 - Page 140

Coelum Astronomia

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Dove passerà la Stazione Spaziale Internazionale?

Leggi la rubrica di Giuseppe Petricca per scoprire ogni mese quali sono i passaggi più interessanti della Stazione Spaziale Internazionale, gli orari e tutte le infomazioni utili all'osservazione!

Con una semplice posa di 120 secondi il gioco è fatto. Utilizzando valori di sensibilità ISO abbastanza alti, in questo caso 1.600, e l’apertura massima che consente l'obiettivo, il risultato è stato incredibile: il nucleo della Via Lattea è ben evidente e riempie perfettamente il fotogramma. L’immagine regala, a chi osserva, l’impressione di essere uno spettatore della scena, e l’emozione che si prova, rendendosi conto che non è poi così difficile riuscire a catturare la luce proveniente dalla nostra galassia, è fantastica. Un tempo con la pellicola era molto più difficile, ma la sensibilità dei sensori moderni permette davvero di ottenere dei risultati incredibili.

Utilizzando l’inseguitore però ci accorgiamo di una cosa: se, grazie al moto di inseguimento, otteniamo delle bellissime stelle puntiformi, sarà il paesaggio “a muoversi”, apparendo di conseguenza mosso e poco definito. Possiamo facilmente aggirare questo ostacolo sfruttando la tecnica della doppia esposizione, ossia effettuare una posa lunga a inseguitore spento per il paesaggio, oppure se ci troviamo nel luogo della ripresa all’imbrunire, possiamo eseguire lo scatto del paesaggio quando ancora non è del tutto buio. Basterà poi non spostare la macchina fotografica e aspettare il momento in cui la via Lattea sarà nella posizione che desideriamo. Avremmo un lavoro di post produzione

Sopra. La Via Lattea inseguita, Si nota bene come, con l’inseguitore, sia ovviamente il paesaggio a muoversi e non le stelle. Posa di 180 secondi, ISO 1600, f/2,8.

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Con una semplice posa di 120 secondi il gioco è fatto. Utilizzando valori di sensibilità ISO abbastanza alti, in questo caso 1.600, e l’apertura massima che consente l'obiettivo, il risultato è stato incredibile: il nucleo della Via Lattea è ben evidente e riempie perfettamente il fotogramma. L’immagine regala, a chi osserva, l’impressione di essere uno spettatore della scena, e l’emozione che si prova, rendendosi conto che non è poi così difficile riuscire a catturare la luce proveniente dalla nostra galassia, è fantastica. Un tempo con la pellicola era molto più difficile, ma la sensibilità dei sensori moderni permette davvero di ottenere dei risultati incredibili.

Utilizzando l’inseguitore però ci accorgiamo di una cosa: se, grazie al moto di inseguimento, otteniamo delle bellissime stelle puntiformi, sarà il paesaggio “a muoversi”, apparendo di conseguenza mosso e poco definito. Possiamo facilmente aggirare questo ostacolo sfruttando la tecnica della doppia esposizione, ossia effettuare

una posa lunga a inseguitore spento per il paesaggio, oppure se ci troviamo nel luogo della ripresa all’imbrunire, possiamo eseguire lo scatto del paesaggio quando ancora non è del tutto buio. Basterà poi non spostare la macchina fotografica e aspettare il momento in cui la via Lattea sarà nella posizione che desideriamo. Avremmo un lavoro di post produzione