Coelum Astronomia 225 - 2018 - Page 139

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Ora scattiamo

Per questo tipo di immagini consiglio di utilizzare l’obiettivo grandangolare più esteso che si possiede: io ho sfruttato il mio 11 mm, apertura 2,8, che su formato APS-C diventa un 16 mm effettivo. Importantissimo è poi l’utilizzo del telecomando per lo scatto remoto, in modo da evitare il micro-mosso dovuto alla pressione del tasto di scatto.

Ho cercato di inquadrare e posizionare la Via Lattea al centro del fotogramma, in modo che il soggetto principale fosse proprio il nucleo della nostra galassia.

raggiungere comunque i 2.400 metri di quota del rifugio Locatelli. Bene... inutile dire che mi sono trovata davanti uno spettacolo mozzafiato! La luminosità della Via Lattea era incredibile, si stagliava nel cielo in un modo impetuoso. Il consiglio che posso dare, quindi, è di non seguire sempre alla lettera le previsioni meteorologiche perché alcune volte si sbagliano, soprattutto quando si tratta di raggiungere determinate altitudini. In paese può esserci nebbia, o una cappa di nuvole basse, ma raggiungendo una certa quota queste si diradano, lasciando spazio a un cielo limpido e pieno di stelle.

Dopo aver trovato il posto migliore per poter fotografare la Via Lattea – un posto che mi permettesse di includere nella mia inquadratura le fantastiche Tre Cime e il Paterno, alcune tra le più belle montagne delle Dolomiti – ho iniziato a fare le mie prove.

Innanzitutto, dopo aver montato la reflex sull’inseguitore, ho impostato la macchina fotografica in modalità manuale, in modo da avere la possibilità di scegliere i settaggi migliori. Una cosa importantissima per le fotografie notturne, è l’utilizzo del file RAW (al posto del comune Jpeg), impostazione che si trova ormai su tutte le reflex oggi in commercio.

La posa per il paesaggio ripresa all’imbrunire, posa di 20 secondi, ISO 600, f/2,8.