Coelum Astronomia 225 - 2018 - Page 138

L’attrezzatura minima da avere per questo tipo di fotografie è: una reflex con tempi di esposizione di almeno 30 secondi, che sopporti bene gli ISO alti; un obiettivo grandangolare, che abbia almeno una lunghezza focale di 18 mm; un treppiede stabile; un telecomando per lo scatto in remoto e, naturalmente, l’astroinseguitore.

Ci sono tanti inseguitori in commercio oggigiorno, dai più semplici (talvolta solo meccanici) ai più complessi e completi, spesso dotati di funzioni elettroniche aggiuntive (come il timelapse)... Io ho preferito un apparecchio compatto, facile da utilizzare e leggero da trasportare.

In genere, l’allineamento dell’astroinseguitore è semplicissimo e avviene in pochi minuti: è sufficiente allinearlo al polo celeste e quindi bloccare la testina in questa posizione. Dopo di che si potrà accendere l'astroinseguitore e questo inseguirà automaticamente le stelle, i pianeti, la Luna, il Sole e sarà possibile quindi riprendere meravigliosi panorami stellari e riprese a grande campo.

Per la buona riuscita di queste riprese è necessario disporre di un cielo molto pulito e privo di inquinamento luminoso, cosa che si può trovare allontanandosi dai centri cittadini, spostandosi in aperta campagna oppure su delle alture.

Ci sono tante zone interessanti sulle Dolomiti per riprendere la nostra galassia, la mia preferita è la zona delle Tre Cime di Lavaredo: si trova a pochi

chilometri da casa mia, nel Comune di Auronzo Cadore. Questo luogo può vantare uno dei cieli più bui di tutto il triveneto, perché è abbastanza distante dai paesi del centro Cadore, di per sé già poco inquinati. Lo scatto che vi presento questo mese è stato fatto proprio da questo luogo magico.

Una sera in cui non avrei mai detto che sarei riuscita a riprendere la Via Lattea (perché il mio paese era immerso nella nebbia) ho voluto

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Coelum Astronomia

Il setup per la ripresa

La Luna illumina la notte

su Coelum Astronomia 217 a pagina 134.

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Il file raw

Per la fotografia notturna è molto importante non scattare esclusivamente in formato JPG, perché avendo la caratteristica di ottimizzare lo spazio occupato dal file immagine, pur mantenendo una buona qualità non conserva tutte le informazioni che la fotocamera registra al momento dello scatto. Esso viene compresso ed elaborato dalla reflex immediatamente, facendo perdere buona parte del segnale acquisito. Il file RAW invece è un file grezzo, molto più pesante del JPG – in genere sono 25 MB contro 8 MB – e contiene molte più informazioni. Una volta elaborato con i programmi adatti, Adobe Photoshop è uno dei tanti, in fase di post-produzione possiamo agire liberamente sul bilanciamento del bianco e su tanti altri parametri. Per chi non possiede Photoshop, le case madri delle fotocamere forniscono sempre un software per sviluppare i propri file RAW, fornito assieme alla fotocamera al momento dell’acquisto o scaricandolo dal sito web della casa madre.