Coelum Astronomia 225 - 2018 - Page 109

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Gli Spettroscopi

Spettroscopio a reticolo di diffrazione

Il tipo più semplice di spettroscopio stellare è costituito da un reticolo di diffrazione a trasmissione da 100 o 200 l/mm con angoli di diffrazione modesti, che non necessita di montaggi particolari. Tali reticoli possono essere montati direttamente lungo l’asse ottico, a date distanze dall’occhio o dal sensore, tenendo conto che maggiore sarà la distanza, minore sarà la dispersione lineare reciproca (A/pixel del sensore) e maggiore la risoluzione, intesa come la capacità di distinguere come separate due righe vicine, ovvero, più tecnicamente, di osservare distinte due lunghezze d’onda separate da un ammontare ∆λ.

Essi vengono in genere usati come filtri e inseriti nei cassetti o ruote portafiltri. I reticoli a basso numero di linee/mm (100/200) da applicare a una camera CCD sono una vera risorsa per la spettroscopia amatoriale in quanto permettono:

1. di riprendere nello stesso campo, anche a focali

elevate, l'immagine di ordine 0 di una stella e il suo spettro di ordine 1, con la possibilità, specie con le camere a doppio sensore, di inseguire direttamente sulla stella;

2. di avere un miglior rapporto S/R e raggiungere

magnitudini più elevate rispetto a uno spettroscopio a fenditura (lo vediamo più avanti), a parità di setup e condizioni;

3. di costituire un valido aiuto, come abbiamo

visto, per l'individuazione della classe spettrale di una stella e delle sue caratteristiche principali, che potranno poi essere eventualmente approfondite con uno strumento a risoluzione più elevata;

4. di individuare le caratteristiche essenziali di

Novae e Supernovae nel momento della scoperta.

Un inconveniente serio di tali reticoli oltre alla risoluzione limitata dal basso numero di linee/mm, è dato dal fatto che questa (a parità di distanza dal sensore) dipende essenzialmente dal seeing. Un’ulteriore difficoltà è quella di operare senza aberrazioni la sottrazione del fondo cielo, necessaria per depurare lo spettro dai componenti spuri dell’inquinamento luminoso specie in campi stellari affollati.

Ciononostante, tali reticoli, commercializzati da una ditta inglese col nome di “Star Analyser” e montati nella cella di un normale filtro da 31,8 mm hanno avuto e hanno tuttora una grande diffusione tra gli appassionati per l'estrema praticità e facilità d’uso, oltre che per il costo contenuto.

Qui sopra il profilo spettrale della

stella simbiotica binaria AG Pegasi

ripreso dall’autore con un reticolo a

trasmissione Star Analyser 200 (a destra) applicato ad un telescopio rifrattore apocromatico TMB LZO 115/800 f 7 ed una camera Atik 16 HR (Sony ICX 285 AL), dispersione 5. 9 A/Pixel .