Coelum Astronomia 225 - 2018 - Page 106

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Sopra. Nell’immagine la classica figura di diffrazione che si ottiene facendo passare la luce di un laser rosso attraverso una fenditura molto stretta.

Se osserviamo cosa accade facendo passare un fascio di luce attraverso due fenditure, notiamo che le due diverse figure di diffrazione che si formano si sovrappongono, formando regioni dove si crea un’interferenza “costruttiva” (dove le intensità si sommano dando origine a una intensità maggiore), e regioni dove si crea un'interferenza “distruttiva” (in cui invece intensità opposte si elidono o riducono a vicenda, dando origine a una intensità inferiore o nulla).

La posizione dei massimi di interferenza dipende dalla

lunghezza d’onda della radiazione, quindi l’interferenza costruttiva avviene ad angoli diversi a seconda delle diverse lunghezze d’onda (colori), da qui la formazione dello spettro, anzi di più spettri in corrispondenza dei vari massimi dall’1 in poi, che prendono quindi nome di ordini spettrali.

Tale concetto può essere generalizzato per n fenditure, che definiranno sempre più la risoluzione dell’immagine finale.

In un reticolo di diffrazione, le linee, o scanalature, possono essere assimilate a delle fenditure: maggiore quindi sarà il numero delle linee per millimetro nel reticolo e maggiore sarà la risoluzione che esso, a parità di altre condizioni, potrà fornire.

Un reticolo di diffrazione agisce per trasmissione quando lascia passare il raggio diffratto dalle fenditure proiettandolo su uno schermo dalla parte opposta della sorgente, ma può essere costruito per agire anche per riflessione, ad esempio una superficie riflettente attraversata da tante piccole strisce o solchi non riflettenti. L’effetto di un reticolo di diffrazione per riflessione, ad esempio, lo vediamo nei colori dell’arcobaleno prodotti dalla luce riflessa da un compact disc.