Coelum Astronomia 224- 2018 - Page 97

di alcuni anni fa. Tra gli obiettivi in tema di esplorazione umana dello spazio che l’ente spaziale statunitense ha reso pubblici nel settembre 2016, infatti, non figura apertamente la discesa di un equipaggio umano sulla superficie del Pianeta Rosso. Riguardo a quella destinazione si prevede solamente che, entro la metà degli anni Trenta, si possa condurre un veicolo con equipaggio a orbitare intorno a Marte per poi farlo ritornare in sicurezza sulla Terra.

I nodi cruciali della missione, almeno dal punto di vista missilistico, sono l’operatività e l’affidabilità sia dello Space Launch System (SLS) che della nuova capsula Orion, i due tormentati progetti ai quali, dopo la chiusura del programma Shuttle, è richiesto di restituire alla NASA la perduta autonomia nei lanci con equipaggio. Il nuovo lanciatore dovrebbe debuttare entro un paio d’anni con una missione senza equipaggio in orbita lunare, ma i continui rinvii degli anni passati impongono di essere estremamente cauti.

È inevitabile, dopo il rapido esame della situazione dei lanciatori NASA, occuparci di quanto avviene in casa SpaceX. Già si è detto di Falcon Heavy, ma oggi i sogni di Elon Musk per la conquista di Marte passano da un lanciatore decisamente più grande e complesso. Lo stesso nome in codice (BFR) con il quale è stato indicato basta e avanza per sottolinearne le caratteristiche. Una sigla che, nella versione originale e più cruda, stava per Big Fucking Rocket e che, nella versione politically correct per famiglie, è stata

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