Coelum Astronomia 224- 2018 - Page 94

Sopra. Una coltivazione in una delle unità Veggie presenti sulla Stazione Spaziale Internazionale: l’esperimento prevede la coltivazione di diversi tipi di ortaggi e piante (tra cui, alcune hanno prodotto dei bellissimi fiori) per valutare le possibilità di produrre cibo in condizioni di gravità ridotta tipiche dell’ambiente della Stazione.

Spesso, citando i riusciti esperimenti effettuati sulla Stazione spaziale, ci si appella alla possibilità di ottenere cibo da coltivazioni a bordo dell’astronave per Marte. Oltre all’evidente necessità di poter disporre di spazio sufficiente per queste coltivazioni (spazio che comporta necessariamente astronavi più grandi e, di conseguenza, razzi più potenti), resta tutto da valutare se il bilancio tra le risorse necessarie e i risultati ottenuti sia sufficientemente vantaggioso. Un conto è coltivare cavoli o lattuga per aggiungerli come gradito tocco di freschezza agli alimenti preconfezionati come è stato fatto nei riusciti esperimenti con Veggie (Vegetable Production System), di gran lunga più complesso è pensare a un sistema efficiente e affidabile su grande scala. Un sistema che, per il momento, non è assolutamente disponibile.

A chi dovesse ritenere esagerati i miei dubbi, mi limiterò a segnalare il giudizio ancora più drastico che, solamente qualche anno fa, la stessa NASA espresse in merito all’intero sistema di alimentazione per le missioni spaziali: «L'attuale sistema alimentare spaziale è inadeguato per missioni di lunga durata al di là dell’orbita bassa terrestre. Senza un'estesa ricerca e gli opportuni sviluppi per aumentare l'adeguatezza del sistema alimentare, durante queste missioni la salute e le prestazioni degli equipaggi risulteranno compromesse.» (NASA Report – Risk of performance decrement and crew illness due to an inadequate food system – 26/06/2012).

Il problema della mera sopravvivenza degli astronauti in missione per Marte, insomma, non può essere ricondotto unicamente a banali aspetti quantitativi. Se questi ultimi possono essere risolti una volta che si disponga di vettori più potenti e astronavi con più ampia capacità di carico, rimane comunque il problema di fondo di un sistema alimentare da rivedere.

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