Coelum Astronomia 224- 2018 - Page 93

ricordiamo che ai tempi delle missioni Apollo, con contenitori rigidi, l’apporto in peso derivante dalle confezioni era decisamente più elevato. Tutto sommato, le quasi 8 tonnellate di viveri non sono così eccessive; in fin dei conti sono poco più del massimo carico utile (7.500 kg) che potevano ospitare gli ATV (Automated Transfer Vehicle) utilizzati fino al 2014 dall’ESA per portare i rifornimenti alla Stazione spaziale.

Citare gli ATV e il rifornimento alla ISS, però, ci può offrire un differente punto di vista della

problematica che stiamo esaminando. Il quinto e ultimo ATV a compiere il suo servizio fu il George Lemaitre, lanciato con un Ariane 5 ES il 29 luglio 2014, agganciatosi alla Stazione spaziale una quindicina di giorni più tardi e, una volta completato con calma lo scarico delle provviste e stipato ben bene di rifiuti, destinato a concludere la sua esistenza distruggendosi in atmosfera

sopra il Pacifico il 15 febbraio 2015. Molto istruttivo ricordare il carico utile che Lemaitre trasportò sulla Stazione: 2.622 kg di carico solido (apparecchiature, cibo, vestiti), 855 kg di acqua, 100 kg di gas (aria, azoto e ossigeno) e 2.978 kg di

propellente (indispensabile per mantenere la stabilità orbitale della Stazione e per eventuali manovre di emergenza).

Una lista che ci serve a sottolineare – ammesso ve ne sia la necessità – come il progettare le scorte per la mera sopravvivenza per una missione su Marte non dovrà prevedere solo il cibo ma anche

necessariamente l’acqua e l’aria. È pur vero che gli

astronauti della ISS sono dei veri maestri nel gestire, con grande senso del risparmio, il riutilizzo delle scorte idriche, ma vediamo bene che ogni tre mesi (questo è più o meno il ritmo dei rifornimenti) bisogna comunque rifornire d’acqua gli abitanti della Stazione spaziale.

Analogo discorso vale per il ricambio e il rifornimento dell’aria. A tal proposito, poi, è bene ricordare che, escludendo i rifornimenti periodici, attualmente la fonte principale per l’ossigeno necessario a bordo della ISS è l’elettrolisi

dell’acqua. Il che non fa altro che aumentare il carico d’acqua che i viaggiatori per Marte dovranno portarsi da casa.

Sopra. Alcuni esempi di cibo liofilizzato e impacchettato per essere consumato nello spazio. Crediti: NASA

A sinistra. L’ATV (Automated Transfer Vehicle) Jules Verne ripreso nel 2008 nel momento in cui stava attraccando alla ISS.

massimo carico utile (7.500 kg) che potevano ospitare gli ATV (Automated Transfer Vehicle) utilizzati fino al 2014 dall’ESA per portare i rifornimenti alla Stazione spaziale.

Citare gli ATV e il rifornimento alla ISS, però, ci può offrire un differente punto di vista della problematica che stiamo esaminando. Il quinto e ultimo ATV a compiere il suo servizio fu il George Lemaitre, lanciato con un Ariane 5 ES il 29 luglio 2014, agganciatosi alla Stazione spaziale una quindicina di giorni più tardi e, una volta completato con calma lo scarico delle provviste e stipato ben bene di rifiuti, fu destinato a concludere la sua esistenza distruggendosi in atmosfera

sopra il Pacifico il 15 febbraio 2015. Molto istruttivo ricordare il carico utile che Lemaitre trasportò sulla Stazione: 2.622 kg di carico solido (apparecchiature, cibo, vestiti), 855 kg di acqua, 100 kg di gas (aria, azoto e ossigeno) e 2.978 kg di propellente (indispensabile per mantenere la stabilità orbitale della Stazione e per eventuali manovre di emergenza).

Una lista che ci serve a sottolineare – ammesso ve ne sia la necessità – come il progettare le scorte per la mera sopravvivenza per una missione su Marte non dovrà prevedere solo il cibo ma anche

necessariamente l’acqua e l’aria. È pur vero che gli

astronauti della ISS sono dei veri maestri nel gestire, con grande senso del risparmio, il riutilizzo delle scorte idriche, ma vediamo bene che ogni tre mesi (questo è più o meno il ritmo dei rifornimenti) bisogna comunque rifornire d’acqua gli abitanti della Stazione spaziale.

Analogo discorso vale per il ricambio e il rifornimento dell’aria. A tal proposito, poi, è bene ricordare che, escludendo i rifornimenti periodici, attualmente la fonte principale per l’ossigeno necessario a bordo della ISS è l’elettrolisi dell’acqua. Il che non fa altro che aumentare il carico d’acqua che i viaggiatori per Marte dovranno portarsi da casa.

A sinistra. L’ATV (Automated Transfer Vehicle) Jules Verne ripreso nel 2008 nel momento in cui stava attraccando alla ISS.

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