Coelum Astronomia 224- 2018 - Page 89

Sopra. La sonda NASA Mariner 4, la prima che con successo riuscì a fotografare Marte.

A destra. La prima immagine “close-up” di Marte inviata dalla sonda Mariner 4.

la perdita del modulo sperimentale Schiaparelli.

Nonostante il rischio di un insuccesso, il Pianeta Rosso rimane comunque un obiettivo estremamente ambito. L’ultima partenza con destinazione Marte è stata quella di InSight (Interior exploration using Seismic Investigations, Geodesy and Heat Transport) della NASA, la prima missione destinata a studiare in profondità il sottosuolo del pianeta. Il

lancio è avvenuto con successo il 5 maggio scorso dalla base dell’Air Force di Vandenberg con un razzo ULA Atlas V e ora la sonda è in rotta per Marte, destinazione che raggiungerà il prossimo 26 novembre. Andando un po’ più in là e prendendo per buone le intenzioni manifestate dalle agenzie spaziali, il 2020 potrebbe riservarci lo spettacolo di un appassionante assalto di Marte da parte di un agguerrito drappello di sonde. Oltre alla sonda Mars 2020 della NASA e alla missione ExoMars 2020, pianificata dall’ESA in

collaborazione con l’agenzia russa Roscosmos,

dobbiamo infatti mettere in conto sia i piani dell’Agenzia spaziale cinese resi pubblici nel dicembre 2016, nei quali si indica tra gli obiettivi da perseguire entro il 2020 proprio una missione marziana, sia il progetto degli Emirati Arabi con la loro sonda al-Amal (Speranza). Tra il 2021 e il 2022, poi, dovrebbe andare in porto Mangalyaan 2, la seconda missione verso Marte dell’agenzia spaziale indiana ISRO, probabilmente composta da un orbiter, un lander e un rover.

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