Coelum Astronomia 224- 2018 - Page 85

Curiosamente, anche l’ingresso ufficiale di Marte nella letteratura fantascientifica con La guerra dei mondi, il romanzo pubblicato a puntate da Herbert George Wells nel 1897 e, visto il successo, stampato in un unico volume l’anno successivo, lo si deve a un altro errore interpretativo. Una ventina d’anni prima, osservando da Brera, il nostro Giovanni Virginio Schiaparelli aveva notato la presenza sulla superficie di Marte di una sorta di ragnatela scura e l’aveva interpretata come una possibile rete di canali. Ovviamente la notizia fece scalpore. L’eco della scoperta, però, venne ancor più amplificato dalla cattiva traduzione in inglese

della parola canali, resa con il termine canals (canali artificiali) anziché con quello corretto di channels. Una cattiva traduzione che, inevitabilmente, lasciava intendere la presenza su Marte di opere idrauliche progettate e realizzate

da una specie intelligente. Fu grazie a questo malinteso che nell’immaginario collettivo presero forma i marziani.

Una presenza costante nella letteratura, e non solo. Nella pur recente storia dei media, occupa

certamente un posto particolare la drammatica trasposizione radiofonica della Guerra dei mondi che Orson Welles diresse nel 1938. Con l’avvento del cinema, poi, la presenza di Marte

nelle pellicole di fantascienza divenne una costante. Non

intendo entrare nei dettagli, ma concedetemi almeno le fugaci

citazioni di Capricorn One di Peter Hyams (1978), Atto di forza di Paul Verhoeven (1990), Mission to Mars di Brian de Palma (2000), La guerra dei mondi di Steven Spielberg

(2005) e, più vicino ai nostri giorni, lo splendido The Martian di Ridley Scott (2015).

Quando consideriamo i possibili visitatori dallo spazio, non è un caso che, soprattutto per quelli un po’ in là negli anni, quelli che oggi si preferisce chiamare alieni un tempo fossero semplicemente marziani. Inevitabile che, in un simile contesto, il Pianeta Rosso diventasse la meta privilegiata dell’esplorazione spaziale, bersaglio prestigioso – e obbligato – di tutte le Agenzie spaziali. Peccato che portare una sonda dalle parti di Marte si sia sempre rivelata un’impresa tutt’altro che semplice e senza intoppi.

Sotto. L’illustrazione di copertina dell’albo Famous Fantastic Mysteries, numero di luglio 1951 in cui venne riproposto The War of the Worlds.

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