Coelum Astronomia 224- 2018 - Page 80

contrasto, potremo vedere facilmente due piccoli puntini accompagnare la grande palla di luce saturata del pianeta: ecco Phobos e Deimos. Le impostazioni consigliate per ottenere i migliori risultati prevedono di riprendere con focali un po’ più corte di quelle usate per l’alta risoluzione. Rapporti focale intorno a f6.3-10 dovrebbero essere ottimi. Il guadagno verrà impostato al massimo (o quasi), mentre l’esposizione dovrebbe essere lunga almeno 1/5 di secondo (200 millesimi di secondo). Dovremo raccogliere, in ogni caso, qualche centinaio di frame se usiamo camere planetarie. Nel caso delle reflex potremo fare una ventina di scatti con esposizione dell’ordine di un secondo. Queste sono indicazioni di massima, il ché significa che è molto consigliabile sperimentare e osare. Un’attività molto interessante, che ho visto applicare solo da un paio di astrofili italiani nella lontana opposizione del 2003, consiste nel seguire per qualche ora il cammino dei piccoli satelliti e costruire una spettacolare animazione che mostri il loro veloce moto orbitale attorno alla sagoma sovraesposta di Marte.

Chi di voi riuscirà a tracciare l’orbita più completa dei satelliti di Marte? E fino a quale distanza dal brillante bordo del pianeta si potrà arrivare?

Sopra. La sequenza delle riprese di Riccardo Renzi (effettuate dalle ore 23:45 del 23/08 alle 5:30 TL del 24/08/2003) che documentano la presenza e lo spostamento delle due lune marziane, è stata ricomposta in un’unica immagine. Al centro dell'alone luminoso, provocato dalla intensa luminosità del pianeta, il disco giallo indica la reale dimensione di Marte e la sua posizione rispetto alle orbite di Phobos e Deimos. (CCD SBIG ST2000XM con pixel da 7,4 micron al fuoco ridotto (f/6,3) di un telescopio Celestron C11, con interposto un filtro rosso)

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