Coelum Astronomia 224- 2018 - Page 77

Le Tempeste di polvere

Tra i fenomeni alla portata di una strumentazione amatoriale dobbiamo annoverare le cosiddette nubi gialle (Yellow clouds) e le tempeste di polvere, delle quali le nubi costituiscono le prime avvisaglie. Con la sublimazione dei ghiacci vengono immesse nell’atmosfera marziana delle grandi quantità di gas, specialmente anidride carbonica insieme a una piccola quantità di vapore acqueo. La prima è la principale responsabile dei grandi venti che si generano per differenza di pressione atmosferica tra le regioni polari e quelle a latitudini minori; un ingrediente necessario per la formazione di tempeste di sabbia che possono essere facilmente seguite anche da Terra.

Gli studi condotti hanno mostrato che questi fenomeni possono verificarsi potenzialmente in qualsiasi stagione. Il picco principale (285° Ls) avviene subito dopo il solstizio dell’estate meridionale, ma un picco secondario è stato osservato anche all’inizio dell’estate settentrionale, attorno a 105° Ls.

Generalmente, le tempeste che si verificano durante l’estate meridionale sono più estese e spettacolari, e possono crescere rapidamente per avvolgere persino l’intero pianeta. Bisogna tuttavia ricordare che le tempeste di polvere globali sono piuttosto rare.

Molto più comuni sono gli eventi “locali”, che hanno spesso origine nelle regioni desertiche vicino a Serpentis Noachis, Solis Lacus, Chryse o Hellas. Questi sono i criteri da applicare nella diagnosi delle nubi di polvere marziane:

Le Nubi Equatoriali a Bande (ECB) appaiono come larghe e diffuse bande nebbiose lungo la zona equatoriale marziana e sono difficili da osservare con i telescopi a terra. Immagini CCD e del Telescopio Spaziale Hubble hanno però evidenziato come queste nubi possano essere più comuni di quanto sospettato in passato. Sono veramente più comuni o in realtà sono le più raffinate tecnologie odierne che ci consentono di rilevarle più facilmente?

Le ECB sono meglio osservabili attraverso un filtro Wratten blu profondo (W47 e W47B) e possono essere fotografate in luce blu o ultravioletta.

Sopra. Contrariamente a quanto avviene sulla Terra, le tempeste di sabbia che si scatenano su Marte possono estendersi a tutto il pianeta, avvolgendolo in un velo di polveri che possono nascondere per mesi tutte le caratteristiche superficiali. Questo è accaduto nel 2001, come documentano (in una sorta di “prima” e “dopo”) le immagini riprese dal Telescopio Spaziale Hubble (a sinistra una ripresa del 26 giugno 2001, a destra del 4 settembre 2001). Ciò può accadere anche durante

una Grande Opposizione, privando gli osservatori di un evento atteso per moltissimi anni. Accadde per esempio nel 1956, e la delusione fu enorme. Crediti: NASA/James Bell (Cornell Univ.), Michael Wolff (Space Science Inst.), and Hubble Heritage Team (STScI/AURA)

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Contrariamente a quanto avviene sulla Terra, le tempeste di sabbia che si scatenano su Marte possono estendersi a tutto il pianeta, avvolgendolo in un velo di polveri che possono nascondere per mesi tutte le caratteristiche superficiali. Questo è accaduto nel 2001, come documentano (in una sorta di

“prima” e “dopo”) le

immagini riprese dal

Telescopio Spaziale Hubble (a sinistra una ripresa del 26 giugno 2001, a destra del 4 settembre 2001). Ciò può accadere anche durante una Grande Opposizione, privando gli osservatori di un evento atteso per moltissimi anni. Accadde per esempio nel 1956, e la delusione fu enorme. Crediti: NASA/James Bell (Cornell Univ.), Michael Wolff (Space Science Inst.), and Hubble Heritage Team (STScI/AURA)