Coelum Astronomia 224- 2018 - Page 76

spinta contro la parete di una montagna è costretta a salire in quota, raffreddandosi rapidamente e provocando la condensazione del vapor d’acqua che vi è contenuto. Quelle marziane sono osservabili in genere dal primo pomeriggio locale e raggiungono la massima estensione e brillantezza verso il tramonto. Non di rado, un punto brillante si accenderà in corrispondenza della posizione occupata dal monte Olympus, il più grande vulcano del Sistema Solare. La visibilità di questi fenomeni viene rafforzata dall’uso di un filtro blu o azzurro.

Gli illuminamenti al lembo (“archi al lembo”) sono causati dalla luce diffusa da polvere e particelle di ghiaccio secco nell’alta atmosfera marziana (immagine a destra). Dovrebbero essere presenti su entrambi i bordi, spesso per tutta l’apparizione, e sono meglio visibili in luce verde-blu, blu e violetta. Quando è presente la polvere, questi archi sono spesso cospicui in luce arancione.

Le nubi mattutine sono brillanti e isolate chiazze di nebbia o gelo superficiale nei pressi del lembo

mattutino. Di solito le nebbie si dissolvono per mezzogiorno, mentre i geli possono persistere per la maggior parte del giorno marziano, a seconda della stagione.

Queste luminose formazioni sono

più evidenti in luce verde-blu e viola. Occasionalmente, le nubi mattutine molto basse possono essere avvistate anche in luce verde o gialla.

Le nubi serali hanno lo stesso aspetto di quelle mattutine ma rispetto a queste sono di solito più grandi e più numerose. Appaiono come luminose macchie isolate sopra le chiare regioni desertiche nel tardo pomeriggio marziano e crescono in dimensione quando si approssima la sera. Sono meglio individuabili in luce blu o viola.

Le Nubi Equatoriali a Bande (ECB) appaiono come larghe e diffuse bande nebbiose lungo la zona equatoriale marziana e sono difficili da osservare con i telescopi a terra. Immagini CCD e del Telescopio Spaziale Hubble hanno però evidenziato come queste nubi possano essere più comuni di quanto sospettato in passato. Sono veramente più comuni o in realtà sono le più raffinate tecnologie odierne che ci consentono di rilevarle più facilmente?

Le ECB sono meglio osservabili attraverso un filtro Wratten blu profondo (W47 e W47B) e possono essere fotografate in luce blu o ultravioletta.

La Syrtis Blue Cloud

Sopra. Questa bella ripresa di Marte, effettuata dall’astrofotografo Damian Peach il 21 aprile 2014, mostra chiaramente la Syrtis Blue Cloud, in prossimità del lembo sinistro del pianeta. Si nota la colorazione intensamente blu assunta dalla formazione nuvolosa.

Un notevole esempio di nubi topografiche è la “Syrtis Blue Cloud” che circola attorno al bacino Libya e attraversa la Syrtis Major, cambiando il colore di questa scura formazione di albedo in un blu particolarmente intenso. Originariamente soprannominata “Scorpione Blu” da Padre Angelo Secchi nel 1858 (leggi l'articolo su Coelum Astronomia 223), questa nube fa la sua comparsa durante la tarda primavera e l’inizio dell’estate nell’emisfero settentrionale. Risultò molto evidente durante le apparizioni del 1995 e 1997 ed è certamente meglio visibile quando la Syrtis è vicina al lembo del pianeta. L’osservazione di questa nube attraverso un filtro giallo fa apparire la Syrtis di un verde vivace (blu + giallo = verde).

spinta contro la parete di una montagna è costretta a salire in quota, raffreddandosi rapidamente e provocando la condensazione del vapor d’acqua che vi è contenuto. Quelle marziane sono osservabili in genere dal primo pomeriggio locale e raggiungono la massima estensione e brillantezza verso il tramonto. Non di rado, un punto brillante si accenderà in corrispondenza della posizione occupata dal monte Olympus, il più grande vulcano del Sistema Solare. La visibilità di questi fenomeni viene rafforzata dall’uso di un filtro blu o azzurro.

Gli illuminamenti al lembo (“archi al lembo”) sono causati dalla luce diffusa da polvere e particelle di ghiaccio secco nell’alta atmosfera marziana (immagine a destra). Dovrebbero essere presenti su entrambi i bordi, spesso per tutta l’apparizione, e sono meglio visibili in luce verde-blu, blu e violetta. Quando è presente la polvere, questi archi sono spesso cospicui in luce arancione.

Le nubi mattutine sono brillanti e isolate chiazze di nebbia o gelo superficiale nei pressi del lembo

mattutino. Di solito le nebbie si dissolvono per mezzogiorno, mentre i geli possono persistere per la maggior parte del giorno marziano, a seconda della stagione.

Queste luminose formazioni sono

più evidenti in luce verde-blu e viola. Occasionalmente, le nubi mattutine molto basse possono essere avvistate anche in luce verde o gialla.

Le nubi serali hanno lo stesso aspetto di quelle mattutine ma rispetto a queste sono di solito più grandi e più numerose. Appaiono come luminose macchie isolate sopra le chiare regioni desertiche nel tardo pomeriggio marziano e crescono in dimensione quando si approssima la sera. Sono meglio individuabili in luce blu o viola.

Le Nubi Equatoriali a Bande (ECB) appaiono come larghe e diffuse bande nebbiose lungo la zona equatoriale marziana e sono difficili da osservare con i telescopi a terra. Immagini CCD e del Telescopio Spaziale Hubble hanno però evidenziato come queste nubi possano essere più comuni di quanto sospettato in passato. Sono veramente più comuni o in realtà sono le più raffinate tecnologie odierne che ci consentono di rilevarle più facilmente?

Le ECB sono meglio osservabili attraverso un filtro Wratten blu profondo (W47 e W47B) e possono essere fotografate in luce blu o ultravioletta.

Coelum Astronomia

76