Coelum Astronomia 224- 2018 - Page 70

Il giorno solare marziano, chiamato Sol, è di circa 40 minuti più lungo di quello terrestre, tanto che nell’arco di 24 ore Marte non compie una rotazione completa, ma ruota in longitudine solamente di 350°. Di conseguenza, gli astronomi sulla Terra che osservano un particolare dettaglio della superficie marziana, vedranno che la notte successiva, allo stesso orario, il medesimo particolare si sarà spostato di 10° verso l’ovest marziano.

Marte presenta un ciclo stagionale?

È una domanda cui è facile rispondere e la risposta è affermativa. Marte e la Terra presentano quattro stagioni paragonabili, poiché i loro assi di rotazione hanno all’incirca la stessa inclinazione sui rispettivi piani orbitali: 25,2° per il primo e 23,5° la seconda. Tuttavia, poiché l'anno marziano è più lungo rispetto al nostro, l'inclinazione assiale è diversa e l'orbita marziana è più eccentrica rispetto a quella della Terra, le stagioni non hanno la stessa durata.

Su Marte, nell'emisfero nord la primavera è la stagione più lunga. Il ciclo stagionale si suddivide nel seguente modo: 7 mesi di primavera, 6 mesi d'estate, 5,3 mesi di autunno e poco più di 4 mesi di inverno. In generale le temperature sono molto basse e anche nei mesi estivi fa molto freddo. Le temperature al culmine della stagione estiva potrebbero non superare i –20° C. Le grandi fluttuazioni di temperatura e la differenza di calore tra gli emisferi sono tra i responsabili delle enormi tempeste di polvere, che talvolta abbracciano l'intero pianeta. Nella descrizione delle stagioni marziane, i professionisti utilizzano il riferimento angolare “Ls”, che in pratica è la longitudine areografica del Sole misurata lungo l’eclittica di Marte.

Hellas e l’altro bacino Argyre appaiono spesso di un bianco brillante: entrambi sono infatti i serbatoi di ghiaccio d’acqua dell’emisfero meridionale e sono spesso coperti da gelo o nubi basse. Tali formazioni, a causa dell’inclinazione assiale del pianeta che ne appiattisce prospetticamente la forma, sono state molte volte confuse con la Calotta Polare Sud o con il suo cappuccio invernale.

L’Occhio di Marte (Long. 85° N, Lat. 26° S)

Una zona assai interessante, da tenere sotto controllo, è il Solis Lacus detto anche "Occhio di Marte" per la sua forma caratteristica. Tale nome deriva dalla presenza di un’area luminosa circostante chiamata Thaumasia che assomiglia alla pupilla di un occhio, ed è noto per la sua variabilità. Piccolo e relativamente non appariscente nel 1971, subì il maggior oscuramento secolare nel 1973, forse in seguito alle più grandi tempeste di polveri che si verificarono in quegli anni. Durante i due decenni seguenti, rimase un grande ovale scuro con orientamento nord-sud. Nell’apparizione 1992-1993 si presentò come un ovale piccolo e scuro, ma si ampliò e allungò nel 1995 e, fin al termine del 2001, è rimasta una larga e scura formazione ovale elongata lievemente in direzione est-ovest.

marte sedrani

Sopra. Una bella ripresa di Marte effettuata da Raimondo Sedrani il 5 giugno 2018 alle ore 2:19 con un telescopio Celestron C 14 XLT. Si può notare bene la calotta polare sud (nell’immagine, in alto).

Durata del Giorno e Ciclo Stagionale

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