Coelum Astronomia 224- 2018 - Page 7

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Sopra. Queste due riprese dal rover Curiosity della NASA, acquisite appositamente per misurare la quantità di polvere nell'aria all'interno del Gale Crater, mostrano l'aumento di opacità dell'aria nell'arco di tre giorni. Crediti: NASA / JPL-Caltech / MSSS

gonfiarsi in tempeste regionali nel giro di pochi giorni e, talvolta, persino espandersi fino ad avvolgere tutto il pianeta. Si stima che tempeste così massicce su scala planetaria avvengano circa una volta ogni tre o quattro anni marziani (da sei a otto anni terrestri; l’ultima è stata nel 2007). Possono durare settimane ma, al massimo, anche mesi. L’attuale tempesta che sta coinvolgendo Opportunity, e che è ancora in crescita, ora copre circa 35 milioni di chilometri quadrati di superficie marziana, circa un quarto del pianeta.

Tutti gli eventi che coinvolgono sabbia e polvere marziana, indipendentemente dalle dimensioni, contribuiscono a modellare la superficie marziana (ne abbiamo parlato in un bell’articolo di Lori Fenton, astronoma planetaria del SETI institute, Arte su Marte) e studiare la loro fisica è fondamentale per comprendere il clima marziano, sia antico che moderno, ha spiegato Rich Zurek, capo scienziato del Mars Program Office presso il Jet Propulsion Laboratory della NASA a Pasadena, in California.

«Ogni osservazione di queste grandi tempeste ci avvicina sempre più a riuscire a creare modelli affidabili per questi eventi e, forse un giorno, ad essere in grado di prevederli», alla pari quindi di come, qui sulla Terra, riusciamo a prevedere l’evoluzione di eventi come El Niño o la gravità della stagione degli uragani in arrivo.

“The Next Big One”

Dal 2007, gli scienziati stavano aspettando pazientemente un evento in cui la coltre di polvere circondasse l’intero pianeta – viene chiamata tempesta di sabbia “globale”, ma in realtà sarebbe un termine improprio: le tempeste infatti non coprono mai realmente l’intero globo di Marte. Nel 1971, una di queste tempeste si avvicinò a farlo, lasciando solo le vette dei vulcani di Marte, nella regione Tharsis, spuntare sopra la coltre. Sarà questa la Tempesta Perfetta attesa dai ricercatori?

Di sicuro è la prima di questo genere mai osservata nell’emisfero nord di Marte, ha dichiarato Bruce Cantor della Malin Space Science Systems, vice PI della Mars Color Imager. In realtà ancora è presto però per sperarlo, potrebbero volerci molti giorni prima di poter ipotizzare che la tempesta stia davvero accerchiando l’intero pianeta. Ma se dovesse diventare “globale”, offrirà allora un aspetto completamente nuovo del clima marziano, e questi quattro veicoli spaziali sono pronti a raccogliere la scienza che ne uscirà.

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