Coelum Astronomia 224- 2018 - Page 68

Ecco alcune aree d’interesse soggette a variazioni stagionali o secolari:

Syrtis Major (Long. 300° O, Lat. 10° N)

Syrtis Major è sicuramente la formazione scura più prominente del pianeta, chiamata anche Magna Sirte o Grande Sirte. Visibile anche nei più piccoli telescopi, è una vasta estensione di terreno scuro, di origine vulcanica, fortemente contrastante con i deserti che la circondano.

La sua forma e la sua dimensione sono soggette a cambiamenti stagionali, in particolare il suo margine orientale tende a restringersi presso il perielio e ad allargarsi in prossimità dell'afelio. La massima larghezza si verifica nella mezza estate dell’emisfero boreale (145° Ls), quando il suo bordo orientale si espande verso est fino a circa 275° di longitudine ovest. La minima ampiezza, invece, si ha solitamente all’inizio dell’inverno settentrionale, subito dopo il perielio (290° Ls).

L’area della Syrtis Major ha subito anche alcuni cambiamenti su scala secolare. Durante le recenti apparizioni, è diventata più stretta e smussata rispetto agli anni ‘50. Dopo la tempesta di polvere del 2002, in particolare, questa formazione è apparsa più assottigliata e affusolata nella parte a nord che prima dell’evento.

Hellas (Long. 292° O, Lat. 50° S)

Una delle aree più attive di Marte è il bacino Hellas, non solo a causa della sua dinamica meteorologia ma anche per le sue continue variazioni di albedo. La struttura superficiale diviene evidente in questa regione quando il suo centro più scuro (Zea Lacus) sembra estendere a nord le sue braccia o canali (Alpheus), collegando verso est il Mare Hadriacum e Yaonis Fretum al bordo occidentale di Peneus. All’avvicinarsi del solstizio d’estate australe, se ha inizio una violenta tempesta, il bacino spesso si riempie di polveri.

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