Coelum Astronomia 224- 2018 - Page 66

Come abbiamo già avuto modo di dire nell'articolo dedicato, la posizione in cielo di Marte, nel giorno dell'opposizione, sarà caratterizzata da una forte declinazione negativa, cosa che comporterà una ridotta altezza sull'orizzonte, pari a circa 22° e mezzo (al culmine) alle medie latitudini italiane. Ciò comporterà sicuramente delle difficoltà osservative e soprattutto di ripresa in alta risoluzione, visto che il seeing soffrirà fortemente della turbolenza atmosferica dovuta alla prossimità all'orizzonte. Il consiglio è quindi quello di compiere osservazioni sistematiche e continue, giorno dopo giorno, iniziando già nelle settimane precedenti l'opposizione, in modo tale da aumentare la probabilità di cogliere una serata fortunata, in cui le condizioni osservative sono comunque ottimali. In secondo luogo, è sempre importante esercitare la vista e abituarsi all'osservazione di Marte, familiarizzando con la conformazione della sua superficie, in modo da imparare a riconoscerne i dettagli.

Ricordiamo infine che non si presenterà un'occasione così ghiotta di osservare il Pianeta Rosso fino al settembre del 2035 (data della prossima Grande Opposizione), quindi meglio non rinunciare!

Fra tutti i pianeti del Sistema Solare, Marte non è solo quello che appare come il più simile alla Terra, ma consente anche di osservarne chiaramente la superficie offrendo l’opportunità di tracciarne una mappa. Possiamo infatti osservare le caratteristiche peculiari della sua superficie, solcata da familiari nubi e foschie atmosferiche, e verificare il continuo dissolversi e formarsi delle sue bianche e brillanti calotte polari. Possiamo inoltre seguire l’evolversi del ciclo stagionale e le periodiche e imponenti tempeste di sabbia, in grado di avvolgere in un manto di mistero l’intero pianeta.

Mentre, nel secolo scorso, gli osservatori puntavano la loro attenzione alle sfuggenti macchie scure della superficie, oggigiorno si ritiene molto più interessante lo studio dell’atmosfera e delle calotte polari, per delineare un quadro il più possibile preciso delle proprietà e dell’evoluzione del clima marziano.

Tutti questi aspetti, insieme alla sempre vagheggiata possibilità di vita, hanno fatto di Marte, oggi e nella storia, uno dei pianeti più studiati del Sistema Solare, tale da offrire agli osservatori – sia occasionali che sistematici – l’opportunità di continue soddisfazioni e nuove sfide!

Note per l'Osservatore

I numeri dell'Opposizione

del 2018

Il 27 luglio 2018, quando Marte raggiungerà l'opposizione, potremo vedere il pianeta brillare di magnitudine –2,8 (paragonabile alla magnitudine di Giove) tra le stelle del Capricorno. Il 31 luglio, giorno del massimo avvicinamento alla Terra, Marte raggiungerà un diametro apparente di 24,3 arcosecondi, appena 0,8'' meno della grande opposizione del 2003, valore insuperato nei 60.000 anni precedenti!

Per tutti i dettagli si veda l'articolo dedicato a pagina 56.

Le Formazioni Superficiali

Acquistare familiarità con l’aspetto del pianeta è la prima cosa da fare per l’osservatore, tenendo sempre a mente che non bisogna vedere per forza il pianeta come lo troviamo disegnato sulle mappe telescopiche.

Le zone scure sulla superficie marziana erano un tempo ritenute essere laghi, oceani, o vegetazione, ma le numerose sonde spaziali che a partire dagli anni ‘70 le poterono vedere più da vicino, resero evidente una realtà ben differente: vaste aride distese desertiche dove il vento deposita o sottrae strati sabbiosi di diversa riflettività contribuendo, con cadenze stagionali o addirittura secolari, alle variazioni di albedo della

Sopra. Una bella sequenza di riprese di Marte effettuate da Carmine Gargiulo: il pianeta si avvicina all’opposizione perielica e già offre all’osservatore numerosi dettagli superficiali, nonostante le condizioni di seeing non proprio favorevoli.

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