Coelum Astronomia 224- 2018 - Page 62

La geometria dell'evento

di Roberto Serpilli

Le configurazioni possibili in un sistema Terra–pianeta–Sole (congiunzioni, quadrature, opposizioni) si ripetono dopo un periodo sinodico del pianeta. Nel caso di un pianeta esterno come Marte si ha:

Dove T è il periodo di rivoluzione siderale della Terra, pari a 365,256363051 giorni, e P è il Periodo di rivoluzione siderale di Marte, di 686,979852 giorni.

Dal calcolo deriva che il periodo sinodico di Marte S è di 779,936097 giorni.

Le opposizioni di Marte, quindi, si verificano ogni 2,14 anni circa. Ma, come abbiamo detto in apertura, questo è da considerarsi un valore medio, che approssima la realtà soltanto in presenza di orbite perfettamente complanari e circolari (condizione non rispettata da quelle di Marte e Terra, i cui elementi sono riassunti nella tabella qui sotto).

Nel caso di Marte la durata del periodo sinodico varia continuamente intorno al valore medio, proprio a causa della notevole eccentricità dell’orbita marziana, la più elevata dopo quella di Plutone (0,25) e di Mercurio (0,2057). E ciò è anche motivo della distinzione tra “opposizione” e “grande opposizione”. In effetti, essendo l’orbita terrestre pressoché circolare (e = 0,0167), il valore della distanza Terra-Marte durante una opposizione dipende quasi esclusivamente dal punto dell’orbita marziana in cui la Terra “raggiunge” il pianeta rosso. Naturalmente, le opposizioni perieliche (quelle che avvengono con Marte prossimo al proprio perielio) sono le cosiddette “grandi opposizioni”, quando in media Marte dista dalla Terra 0,38 UA e ci appare molto grande e luminoso; queste opposizioni avvengono con Marte che soggiorna nelle costellazioni del Capricorno o dell’Acquario. Al contrario invece le opposizioni afeliche sono le più sfavorevoli, con Marte a una distanza media di 0,67 UA, nella costellazione del Leone.

Come si vede dalla tabella di pagina 59, infatti, la declinazione del pianeta durante le grandi opposizioni è quasi sempre fortemente negativa (la prima con declinazione positiva avverrà solo nell’anno 2146: +2°,01). Questa sfortunata circostanza, che costringe gli osservatori dell’emisfero boreale a dover seguire le opposizioni perieliche con il pianeta molto basso sull’orizzonte, è dovuta al fatto che la longitudine del perielio di Marte è di circa 336°, il che porta il pianeta a proiettarsi – visto da Terra – nella costellazione dell’Acquario ogni volta che raggiunge la minima distanza dal Sole in concomitanza con un’opposizione, proprio in quella porzione di eclittica che attraversa le costellazioni estive a declinazione prevalentemente australe.

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