Coelum Astronomia 224- 2018 - Page 53

anno di trasmissioni inviò 7.329 fotografie, consentendo di stendere la prima mappa dettagliata del pianeta, che aveva così perso i suoi più intriganti misteri.

Niente canali artificiali, niente alieni minacciosi in stile H. G. Wells od Orson Welles, ma solo rocce aride, canyon, montagne e giganteschi vulcani spenti. Un po’ come la superficie della Luna, che proprio in quei giorni di agosto veniva toccata dagli astronauti dell’Apollo 15.

Un’altra opposizione, prima di arrivare davvero ai giorni nostri, avvenne il 28 settembre 1988, proprio mentre la guerra Iran-Iraq aveva termine e George Bush veniva eletto Presidente degli Stati Uniti... Oggi, se potesse parlare, Marte ci accuserebbe di diabolica perseveranza. Ma per fortuna nostra, non può farlo.

Sopra. Orson Welles

Sotto, l'elaborazione della famosa "Face on Mars" ci riporta agli ultimi anni del nostro viaggio, quelli delle sonde Viking, dei rover Spirit, Opportunity e Curiosity e delle sonde orbitali come la Mars Reconnaissance Orbiter (MRO) in grado di scrutare ad altissima risoluzione tutta la fredda desolazione della superficie marziana.

A destra, l'elaborazione della famosa "Face on Mars" ci riporta agli ultimi anni del nostro viaggio, quelli delle sonde Viking, dei rover Spirit, Opportunity e Curiosity e delle sonde orbitali come la Mars Reconnaissance Orbiter (MRO) in grado di scrutare ad altissima risoluzione tutta la fredda desolazione della superficie marziana.

Sopra, una delle immagini, tra le molte scattate dal Mariner 9 nel 1971, che fece bruscamente tramontare i sogni di chi ancora pensava il pianeta rosso come possibile sede di vita organica e vegetale evoluta.

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