Coelum Astronomia 224- 2018 - Page 42

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Coelum Astronomia

Così, nel 1687 – l’anno successivo alla formazione della Lega d’Augusta, che avrebbe portato gli stati europei a contrastare lo strapotere della Francia del Re Sole, e l’anno in cui i Veneziani presero a cannonate il Partenone di Atene e cacciarono i Turchi dalla città – Isaac Newton pubblicò i Philosophiae Naturalis Principia Mathematica (Principi Matematici della Filosofia Naturale), normalmente noti come Principia, in cui veniva illustrata per la prima volta la Legge della Gravitazione Universale. Quasi come per complimentarsi con lo studioso inglese (e con Geminiano Montanari che scopre la variabilità di Algol) l’8 agosto 1687 Marte fece una delle sue opposizioni al perielio più vicine della Storia, passando a poco meno di 56 milioni di chilometri dalla Terra.

Sopra. Isaac Newton (1642-1727), ritratto in questa illustrazione con i Philosophiae Naturalis Principia Mathematica, è considerato uno dei più grandi scienziati di tutti i tempi.

26 settembre 1704 e 27 agosto 1719

Nel volgere di poco più di un decennio, il XVII secolo terminò e probabilmente non dispiacque a nessuno.

Tuttavia nemmeno il 1700 nacque sotto i migliori auspici perché, se da un lato i traffici con le Indie conobbero un’espansione senza precedenti, dall’altro si poté dire lo stesso del commercio degli schiavi, nelle cui sole colonie britanniche caraibiche, tra il 1700 e il 1710, assorbì ben 200.000 esseri umani. Forse qualcuno di loro, incatenato a un palo, la notte del 26 settembre 1704 riconobbe l’occhio rosso nel cielo come quello iniettato di sangue di una vendetta che non sarebbe mai riuscito a consumare.

Quell’anno, per la prima volta nella storia viene pubblicato un libro in cui si parla di esseri che vivono in altri pianeti fuori dalla Terra: Kosmotheoros sive de Terris Coelestibus earumque ornatu conjecturae. L’autore? Ancora lui: Christiaan Huygens.