Coelum Astronomia 224- 2018 - Page 40

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Quel che sappiamo è invece che il primo studioso a utilizzare il telescopio per osservazioni celesti fu Galileo Galilei, ma quando venne a sapere dell’invenzione olandese era già la primavera inoltrata del 1609 e l’opposizione marziana era trascorsa da quasi un anno. Va detto tuttavia che lo scienziato pisano si sarebbe rifatto da lì a qualche mese con la scoperta dei satelliti di Giove, e che nel corso della sua vita avrebbe assistito ad altre due Grandi Opposizioni: quella del 22 settembre 1625 (tre mesi prima era nato Gian Domenico Cassini) e quella del 21 agosto 1640, quando tuttavia era già cieco, due anni prima della sua morte.

A quel tempo i Lanzichenecchi erano già passati da undici anni, ma il terribile ricordo di quello che avevano portato in Italia si sarebbe tramandato ben oltre negli anni a venire. Così, nel 1655 c’era ancora chi si ricordava della peste e ne portava le cicatrici, che aveva piantato delle croci e bruciato cadaveri. Magari due di loro si chiamavano davvero Renzo e Lucia, come i protagonisti de “I Promessi Sposi” di Manzoni e, forse, in quella calda sera del 21 luglio 1655, da qualche parte in Lombardia prendevano il fresco guardando il cielo senza sapere che per altri quell’esperienza stava diventando una tragica realtà proprio in quei giorni.

A Cagliari infatti, dove forse si erano già illusi di averla fatta franca, il morbo aveva cominciato a manifestarsi solo qualche mese prima e, nell’estate del 1655, i cagliaritani stavano passando i mesi più terribili della loro storia.

Ma l’Europa era grande, dilatata nelle distanze dal passo dei cavalli e dallo scricchiolare delle carrozze sul selciato. A molti giorni di viaggio, in Inghilterra, cominciava la dittatura puritana di Cromwell e, in Olanda, un certo Christiaan Huygens stava scoprendo che le “protuberanze” di Saturno, che Galileo aveva scambiato per “tre stelle”, erano in realtà un unico anello che non toccava in alcun punto il pianeta.

21 luglio 1655