Coelum Astronomia 224- 2018 - Page 39

L’apprendista di un costruttore di occhiali olandese scoprì un giorno che due lenti poste a una certa distanza una di fronte all’altra restituivano l’immagine di un campanile molto più vicina di quanto fosse in realtà, e contemporaneamente rovesciata. Sembra che l’apprendista corse subito dal padrone, di nome

Hans Lippershey, il quale colse immediatamente

l’importanza della scoperta e costruì il primo telescopio.

Alla fine del XVI secolo, l’Olanda era un paese all’avanguardia nella costruzione di occhiali, e il primo microscopio era già stato concepito nel 1590. Per questo non è dato sapere con precisione in quale di quegli anni Lippershey fece la sua invenzione. Sembra ad ogni modo che cercò di ottenerne un brevetto proprio nel 1608,

e in quell’anno i primi telescopi cominciarono a girare per l’Olanda, anche

nella versione “doppia”, realizzata affiancando due cannocchiali che consentiva una visione più comoda: i “binocoli”. All’inizio l’utilizzo di questi strumenti venne limitato a scopi militari, marinari o più semplicemente ludici. Se dunque qualcuno, la notte del 3 agosto 1608, puntò il suo telescopio verso Marte alla sua minima distanza dalla Terra, lo fece soltanto per caso. Noi non lo sapremo mai.

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“stelle vaganti”, Mercurio, Venere, Giove e Saturno. Pitagora, Aristotele e Tolomeo sicuramente osservarono Marte e molto probabilmente ebbero la possibilità di assistere a una sua opposizione perielica. Ma chi può dire come siano state quelle notti?

Intanto le clessidre si svuotavano e si riempivano. Eserciti si scontravano, imperi sorsero e decaddero, comete passarono e supernovae accesero il cielo facendo presagire sventure e cataclismi.

Dopodiché furono scoperti nuovi continenti, affreschi furono dipinti, conquiste vennero fatte e, finalmente, qualche mente curiosa cominciò a ricambiare quello sguardo con arguzia e interesse scientifico. Una di queste fu Tycho Brahe, il quale tra il 1576 e il 1596 osservò e registrò accuratamente i movimenti di Marte come nessuno aveva mai fatto prima d’allora. Nello stesso periodo, William Shakespeare stava cominciando a sfornare le sue opere migliori, Galilei enunciava le leggi della caduta dei gravi, l’Invincibile Armada si squagliava sulle coste inglesi e – da Uraniborg, il suo Osservatorio sull’isola di Ven, nello stretto tra Danimarca e Svezia – Brahe osservava l’opposizione dell’estate del 1593 a occhio nudo. Morendo nel 1601, Brahe fu così l’ultimo grande astronomo a non avere avuto la possibilità di osservare una Grande Opposizione marziana avvalendosi di un telescopio, strumento che sarebbe stato inventato giusto nell’anno della successiva, nel 1608.

Ed è proprio da qui che anche noi vogliamo partire.

3 agosto 1608, 22 settembre 1625 e 21 agosto 1640