Coelum Astronomia 224- 2018 - Page 26

TESS

Il Transiting Exoplanet Survey Satellite (TESS), erede del telescopio Kepler è stato lanciato dallo Space Launch Complex 40 della base aerea di Cape Canaveral il 16 aprile.

Il 17 maggio ha eseguito un flyby della Luna e nel frattempo riprendeva un’immagine di test per provare le sue capacità.

Mars Science Laboratory

CuriosityMarte, Sol 2077 (10 giugno 2018).

Il grande rover sta salendo lungo le pendici del Monte Sharp, una formazione rocciosa alta 4.800 metri posta al centro del cratere Gale, dove è atterrato quasi sei anni fa.

Il lavoro di Curiosity si sta dividendo su due fronti. Da una parte sta proseguendo con le analisi e osservazioni degli elementi che lo circondano, iniziando dai campioni delle trivellazioni eseguite su un bersaglio chiamato “Duluth”, mentre

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Nuove missioni ESA

L'agenzia spaziale europea (ESA) ha già scelto tre finalisti per la quinta missione di tipo M (costo medio) della sua storia, denominata M5. I vincitori sono SPICA, THESEUS ed EnVision, selezionati tra un totale di 25 proposte. Come al solito in questi casi, ne potrà essere lanciata solo una ed ESA non renderà pubblica la sua decisione fino al 2021. Recentemente l'agenzia spaziale ha selezionato il vincitore per la missione M4, che sarà il telescopio ARIEL per lo studio delle atmosfere esoplanetarie.

SPICA (SPace Infrared telescope for Cosmology and Astrophysics) è un telescopio spaziale da 3,5 tonnellate che osserverà nell'infrarosso lontano. Sviluppato in collaborazione con l'agenzia spaziale giapponese JAXA, avrà uno specchio principale di 2,5 metri di diametro, coprirà le lunghezze d'onda da 12 a 230 micron e verrà refrigerato fino a 8 kelvin. In sostanza è una versione migliorata del vecchio telescopio spaziale Herschel.

THESEUS (Transient High Energy Sky e Early Universe Surveyor) è una proposta molto originale che studierà l'universo primordiale attraverso le esplosioni di raggi gamma. A tale scopo, disporrà di numerosi sensori che copriranno una vasta gamma di energie (da diversi megaelettronvolt a 0,3 kiloelettronvolt) nei raggi X con una alta sensibilità. Avrà anche un telescopio a infrarossi di 0,7 metri di diametro per seguire l'evoluzione della controparte ottica dell'esplosione. Inoltre THESEUS potrebbe identificare rapidamente le sorgenti di onde gravitazionali rilevate dagli interferometri terrestri.

EnVision era già stata proposto all'epoca per gli inviti alle missioni M3 e M4, ma senza successo. Si tratta di una sonda che orbiterà Venere per rilevare una mappa radar della sua superficie con una risoluzione complessiva di circa 27 metri, ma potrebbe raggiungere un metro in alcune aree selezionate. Per questo, trasporta un radar interferometrico con apertura sintetica (InSAR) chiamato VenSAR. La sonda ha una massa di 1.500 kg e il suo design si basa sul satellite ESA Sentinel 1.

TESS

Il Transiting Exoplanet Survey Satellite (TESS) è l’erede dell’eccellente lavoro fatto da Kepler che sta purtroppo arrivando a fine vita utile. Il suo lancio dallo Space Launch Complex 40 della base aerea di Cape Canaveral era previsto per il 20 marzo, poi spostato al 16 aprile, ha subito un ulteriore ritardo di 48 ore, ma ora è finalmente in rotta verso la sua orbita di lavoro.

La missione TESS si occuperà di identificare pianeti extrasolari che vanno dalle dimensioni di giganti gassosi a quelle comparabili alla Terra, in orbita attorno a luminose stelle presenti nelle vicinanze del Sistema Solare, in modo da poter poi fornire validi candidati per eseguire caratterizzazioni dettagliate dei pianeti e delle loro atmosfere, grazie ad altri potenti telescopi da Terra e dallo spazio. TESS sarà posizionato in un'orbita ellittica alta che include la Luna, per poterla mantenere stabile e avere un più ampio campo visivo rispetto al predecessore Kepler.

un’opacità atmosferica (Tau) di 0,640 e un fattore polvere sui pannelli di 0,772 (pannelli perfettamente puliti hanno un fattore polvere di 1). Tutti i sistemi sono in condizioni di funzionamento nominale.

L’odometria totale è ora a 45,16 km percorsi sulla superficie di Marte.

AGGIORNAMENTO: durante il Sol 5101 una vasta tempesta di sabbia si trovava a circa 1.000 km di distanza dal rover e secondo il Mars Reconnaissance Orbiter era molto compatta e in avvicinamento al punto da iniziare a influenzare l’opacità atmosferica.

Il piano di lavoro per i 3 giorni del weekend è stato a suo tempo inviato, ma si iniziava a temere per la situazione.

Al Sol 5105 (3 giugno) l’energia generata dai pannelli era crollata a 468 Wh e l’opacità atmosferica Tau era circa 1.

Al Sol 5106 l’energia scendeva ancora a 345 Wh con un Tau di 2,1.

Al Sol 5107 l’energia è ulteriormente scesa a 133 Wh e non è stato più possibile misurare Tau, una stima lo posizionava a un valore di oltre 3: era oltre una decade che Oppy non misurava un Tau di questi livelli.

Al Sol 5108 (7 giugno) il team scientifico ha definito un piano di lavoro a potenza minima per due giorni in cui il rover si risvegliava al primo Sol soltanto per ricevere i comandi mattuttini e poi tornava in sleep mode fino al Sol successivo con un breve risveglio al mattino. Poi sonnellino fino al pomeriggio quando effettuava una breve misurazione del Tau, invio dei dati a MRO e di nuovo in stand-by. Il 7 è stato ricevuto il “ping” di dati e così via ogni giorno.

Scott Maxwell ex rover driver sta seguendo la situazione e la definisce critica, ma non disperata. Le batterie del MER-B hanno 15 anni di vita e oltre 5.000 cicli di carica/scarica, ma mantengono ancora l’85% della capacità energetica originaria.

Di fatto la tempesta si comporta come una sorta di coperta che attira al suo interno aria fredda per scaldarla: in questo modo abbiamo temperature meno rigide nella zona del rover e quindi più probabilità di farcela.

L'11 giugno, Oppy ha inviato un messaggio dicendo che l’energia generata è stata di 22 Wh e su di lui è presente un Tau di 10,8 valore mai riscontrato su Marte, mentre il giorno successivo, il 12 giugno, il rover non ha mandato segnali, suggerendo che la carica delle batterie deve essere scesa sotto i 24 volt e il rover si sia inserito in una modalità di emergenza, “low power fault mode”, una condizione in cui tutti i sottosistemi, ad eccezione di un orologio di missione che periodicamente controlla l'energia disponibile, sono spenti.

Tutto il team è estremamente colpito da questa situazione e il rover si sta comportando molto meglio di quanto previsto. La sua resistenza non deve però essere demandata tutta alla fortuna: la temperatura limite per Oppy è -55°C mentre la temperatura di funzionamento è di -40°C. In base a calcoli eseguiti in modo da comprendere tutte le variabili in gioco (riscaldamento della tempesta, temperature estive e otto riscaldatori distribuiti all’interno dello Chassis) la temperatura non dovrebbe scendere sotto i -36°C, situazione tranquillamente superabile.

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