Coelum Astronomia 224- 2018 - Page 220

analizzando con attenzione alcune lastre riprese alcuni anni prima all’osservatorio Lowell, si accorse che proprio in mezzo a un gruppetto di stelle di nona grandezza appariva un debole alone. La sua luminosità assoluta, equivalente a –8,6 magnitudini, è talmente bassa da essere inferiore addirittura a quella media degli ammassi globulari della Via Lattea: per confronto, quella della nostra galassia supera la magnitudine –21!

La sua osservazione al telescopio si presenta ardua proprio a causa della debole luminosità; anche se la galassia si mostra con una magnitudine integrata di +9,9, bisogna tenere presente che è estesa per circa 30' d’arco; di conseguenza la sua magnitudine per unità di superficie si pone quasi alla ventesima grandezza, una magnitudine più debole di quella della luce zodiacale! Come sempre, ma anche qui il lavoro è tutt’altro che facile, raccomandiamo l’utilizzo di camere CCD applicate a telescopi di grande apertura (300-400 mm), operanti sotto cieli veramente oscuri.

GRUMIUM

Diametralmente opposta a Rastaban ecco Grumium (ξ Dra), che splende di magnitudine +3,74. Il nome, in questo caso, è di origine latina e significa “il grugno” anche se questa marca la nuca della bestia; nota anche con il nome latino Nodus Primus, in riferimento al primo degli attorcigliamenti di tale figura. Lontana 112 anni luce, è una gigante arancione di tipo K2III (4.400 K), 1,45 volte più massiccia del Sole. Con un raggio 40 volte superiore a quello solare e una temperatura superficiale di 4.445 K, emette circa 50 volte la radiazione emessa dal Sole. Vecchia di 3 miliardi di anni, Grumium avrebbe lasciato la sequenza principale circa 160 milioni di anni fa.

Da qui, iniziamo a spostare la nostra attenzione a est, lambendo il confine con la costellazione di Ercole e raggiungendo le propaggini più occidentali del Cigno e quelle settentrionali della Lira.

Un primo interessante sistema multiplo è situato a circa 1° a est da Grumium: si tratta di Struve 2278 (RA 18h 02,9m Dec +56° 25’) , laddove due stelle di magnitudine +7,8 e +8,1 sono tra loro realmente legate, apparentemente separate da 35,9" d’arco; la secondaria, a sua volta, possiede una compagna di magnitudine 8,5 a 6" d’arco.

Ancora più a est, nel bel mezzo della vasta area popolata da un gran numero di stelle di quinta e sesta grandezza, è presente la stella o Dra, che splende di magnitudine +4,65. Lontana 323 anni

luce, lo spettro della sua luce giallognola rivela una gigante di tipo G9 (4.400 K) dal raggio ben 30 volte quello solare, valore che comporta una luminosità intrinseca pari a 270 volte quella emessa dalla nostra stella. Si tratta in realtà di un sistema binario spettroscopico, in cui la componente secondaria è una stella non dissimile dal nostro Sole. La relativa vicinanza dei due astri comporta nella loro cromosfera la presenza di vaste aree più oscure, simili a grandi macchie, che appaiono e scompaiono nel giro di qualche anno ma che a volte presentano variazioni dal periodo non dissimile da quello orbitale, e infatti o Dra è una variabile a eclisse del tipo RS Cvn, con variazioni di solo un millesimo di magnitudine, rilevabili con l'ausilio di buoni fotometri applicati

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