Coelum Astronomia 224- 2018 - Page 214

Coelum Astronomia

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transita allo zenit alle latitudini medio-settentrionali.

Considerata la vastità della costellazione, per la trattazione essa verrà suddivisa in quattro settori distinti: quello della “testa”, quello del “collo”, che racchiude l’area più settentrionale, la grande “ansa centrale”, compresa tra il piccolo carro e le più meridionali Boote (Bifolco) ed Ercole e infine la “coda”, stretta tra le due Orse.

Iniziamo quindi il nostro viaggio nelle vaste plaghe del Drago partendo dal caratteristico quadrilatero di stelle che ne delinea la testa, giacenti proprio al cospetto del suo uccisore Ercole, che continua a schiacciarla durante l’eterno girovagare attorno al polo nord celeste.

ELTANIN

La prima stella del Drago che andiamo a visitare è quella che ne segna il sinistro occhio infuocato, γ Dra. Eltanin, questo il nome della stella, non solo appare di un intenso arancione ma è anche la lucida della costellazione, splendendo infatti di magnitudine +2,24. È certamente strano come il Bayer abbia attribuito la terza lettera dell’alfabeto greco a questa stella: a proposito di tale stranezza, la costellazione del Drago è una delle più emblematiche, giacché la seconda stella più luminosa è quella contraddistinta dalla lettera η mentre la α si colloca addirittura all’ottavo posto! Ci si è spesso chiesti il perché di tali incongruenze... Per la compilazione della sua Uranometria del 1603, il Bayer adottò il metodo di attribuire alle stelle più luminose di ogni costellazione una lettera dell’alfabeto greco, in ordine chiaramente discendente (partendo dalla lettera alfa). È altrettanto strano ipotizzare che le variazioni di luminosità possano aver avuto luogo dal momento della catalogazione a oggi, poiché il passaggio delle fasi evolutive delle stelle avviene in tempi più lunghi di qualche secolo. Ma avremo modo di tornare a parlare di tali contraddizioni.