Coelum Astronomia 224- 2018 - Page 213

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Aspetto e visibilità

A seguito della sistemazione adoperata nel 1830 da parte dell’Unione Astronomica Internazionale, la costellazione del Drago si estende oggi su 1.083 gradi quadrati, risultando l’ottava per estensione di tutta la volta celeste. Al suo interno sono 22 le stelle visibili a occhio nudo, con luminosità apparente inferiore alla magnitudine +5,5. Questa lunga costellazione è delineata essenzialmente dal capo, costituito dal trapezio di astri di seconda (γ e β Dra) e terza grandezza (ν e ξ Dra). Da quest’ultima, in direzione nordest, parte il lungo corpo dell’animale, che intercetta dapprima il gruppo di stelle di terza grandezza costituito da δ ed ε che segnano il primo “nodus”, chiaro riferimento alle più parti attorcigliate del lungo corpo del rettile sputafuoco. Il sinuoso andamento volta ora a sudovest, intercettando le deboli τ, χ e ψ Dra, quindi le luminose ζ ed η e, subito dopo, la più debole θ Dra, che marca l’altro “nodo” del corpo che ora vira a ovest intercettando la luminosa ι. Dopo di questa, troviamo le deboli stelle di quarta grandezza α, κ, λ. Da quest’ultima, la coda del Dragone si avvinghia ora verso la stella Polaris con le deboli HD 91190 e HD 81817, che ne segnano il termine.

Essendo il Drago circumpolare, questa costellazione non tramonta mai alle latitudini medio settentrionali, rendendosi di conseguenza visibile durante tutto l'anno. Sviluppandosi per quasi 12 ore di Ascensione Retta (sfiora il polo nord celeste) e lambendo gli 87° di Declinazione, si estende su un’area alquanto irregolare, assai larga nell’area di testa e collo e alquanto ristretta in quella della coda, incastonata proprio tra le due Orse. Il centro della costellazione, posizionato attorno a 15h di A.R., si rende meglio visibile tra i mesi di giugno e luglio, allorché la testa del Drago

Sopra. La mappa stellare della Testa del Drago, oggetto di questa prima puntata della rubrica dedicata alla grande costellazione del Drago.