Coelum Astronomia 224- 2018 - Page 211

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Nella storia

Nella mitologia greca, la figura del drago ha rivestito sempre ruoli importanti in diverse storie. Quella del drago era, ad esempio, la forma assunta da uno dei giganti che combatterono a lungo contro l’Olimpo. Battuto da Minerva, venne lanciato dalla dea nel cielo settentrionale, ma tanto era il freddo che l’orrenda creatura si torse su se stessa, morendo nel Polo Nord Celeste ancor prima che potesse raddrizzarsi.

Un altro mito vede il drago Ladone, qui addirittura con cento teste, a guardia delle mele dorate presenti nel giardino delle Esperidi, sopraffatto da Eracle in una delle dodici fatiche. Secondo il mito, alcuni anni più tardi, gli Argonauti nel loro viaggio di ritorno dalla Colchide passarono dallo stesso punto e, attratti dal lamento di Aigle una delle Esperidi, osservarono inorriditi Ladone che ancora si contorceva. Il drago Ladone ebbe una progenie di tutto rispetto, giacché Ceto, Tifone ed Echidna nacquero dal suo stesso sangue.

Allorché il Sole raggiunge il culmine sull’eclittica durante il “solleone”, riscaldando con la sua massima potenza le latitudini a nord dell’equatore, lo zenit del cielo stellato è dominato dalla testa del Drago, delineata da un trapezio di quattro stelle con tanto di lingua sputa fuoco (forse a indicare il caldo afoso del periodo?) rivolta verso la più meridionale costellazione di Ercole. Proprio dalla testa parte una lunga fila di

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Sopra. La costellazione del Dragone rappresentata da Johannes Hevelius