Coelum Astronomia 224- 2018 - Page 202

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Coelum Astronomia

Messala

Messala-K di 13 km a nordovest; Messala-J di 15 km a nord-nordest; Messala-E e Messala-F rispettivamente di 40 e 32 km in prossimità della parete orientale; infine Messala-B di 18 km sulla parete sud.

Parecchie sono anche le varie interruzioni nella cerchia montuosa provocate probabilmente da sprofondamenti o movimenti franosi di materiali.

La vastissima platea di Messala è cosparsa da innumerevoli piccoli craterini e fessurazioni. Non mancano modesti rilievi collinari da individuare col telescopio, in modo particolare la sequenza di colline che formano un allineamento che dalla parete meridionale si estende fin verso il centro del cratere, in corrispondenza di una poco elevata area crateriforme di 8 km priva di denominazione ufficiale. È invece completamente assente un gruppo montuoso centrale. Nella platea di Messala merita un'attenta osservazione un cratere di 29 km, notevolmente danneggiato e irregolare, delimitato da modeste pareti, anch'esse molto degradate e alte non oltre i 400 metri. Anche questo è privo di denominazione ufficiale.

Infine, il fondo di Messala è percorso da un intricato reticolo di sottili solchi, distribuiti in modo irregolare, ottima occasione per dettagliate osservazioni se effettuate in prossimità della linea del terminatore lunare.

Cook

Ancora più a sud e ci ritroviamo nel settore meridionale del mare Fecunditatis dove andiamo a visitare il vicino Cook, un cratere di 49 km di diametro formatosi nel Periodo Geologico Pre Imbriano collocato da 4,5 a 3,8 miliardi di anni fa. Le pareti intorno a questa struttura lunare si presentano abbastanza regolari e ben conservate a eccezione del lato sudovest dove riportano le indelebili conseguenze di impatti meteoritici con la parziale demolizione dei tratti maggiormente elevati. Il fondo del cratere è pianeggiante e privo di rilievi collinari o montuosi tranne nel suo settore meridionale dove vi si possono osservare alcune basse colline. Numerosi sono i piccoli crateri che potremo individuare con i nostri strumenti, di cui il più esteso è Cook-A con un diametro di 6 km situato alla base della parete est, mentre sarà indispensabile disporre di un ottimo seeing per l'osservazione degli altri minuscoli craterini.

Monge

Dopo l'isolata conca del cratere Cook-G di 9 km di diametro osserviamo ora il cratere Monge di 37 km che vide la sua formazione nel Periodo Geologico Imbriano Superiore collocato da 3,8 a 3,2 miliardi di anni fa. La sua forma ci apparirà subito decisamente irregolare ma in buono stato di conservazione, infatti la cerchia delle pareti è sovrastata in tutta la sua lunghezza da una ininterrotta linea di cresta sommitale tutt'intorno al cratere per un'altezza di circa 2.600 metri. Nella platea di Monge vi sono vari rilievi collinari con la completa assenza di un sistema montuoso centrale.

Schumacher

Dall'estremità settentrionale di Messala – superati due crateri confinanti tra loro, entrambi con diametro di 15 km, Messala-J e un altro senza nome – abbiamo il cratere Schumacher di 63 km diametro, di cui non risulta noto il periodo geologico di formazione. Si tratta di una struttura contornata da pareti decisamente poco elevate e degradate, in modo particolare sui lati nord e sud, mentre sul lato rivolto a oriente corre una lunga linea di cresta.

Su buona parte della parete ovest è presente la notevole intrusione del cratere Schumacher-B di 24 km di diametro, dove si può notare l'esistenza di uno sprofondamento che pone in diretta comunicazione i due crateri. Nella platea, decisamente appiattita, si possono osservare numerosi piccoli craterini e stretti avvallamenti.

Carrington

Poco a nord di Messala si può dare un'occhiata anche a Carrington, un cratere di 31 km di diametro, con un sistema di pareti degradate e con un fondo in cui vi si notano larghe colline poco elevate e piccoli crateri. La peculiarità di Carrington consiste nel fatto che viene a trovarsi in una ristretta zona fra i crateri Schumacher e Mercurius e delimita il piccolo Lacus Spei dal più esteso Lacus Temporis.

Il Lacus Spei (Lago della Speranza) è situato a est del cratere Carrington, ed è costituito da una regione di 82 km di diametro notevolmente livellata, delimitata a oriente dai crateri Zeno-A e Zeno-B rispettivamente di 44 e 37 km di diametro, oltre a Zeno-P e Zeno-K di 11 e 18 km.

A sua volta il Lacus Spei presenta la peculiarità di una colorazione decisamente scura per la presenza di rocce di origine basaltica, in netto contrasto con la più elevata albedo della regione circostante.

Per quanto riguarda il Lacus Temporis (Lago del Tempo), si tratta di una zona notevolmente pianeggiante situata a nordovest del cratere Carrington, costituita dall'unione di due vaste aree dalla conformazione indicativamente circolare, che si estendono complessivamente per 260 km in direzione nordovest venendo a formare una sorta di "8".

In posizione centrale si trova Chevallier-F, un cratere di 9 km.

Veramente curiosa la dislocazione dei grandi crateri che delimitano il Lacus Temporis, quasi a formare una croce: Messala a sud, Endymion a nord, Atlas a ovest e Mercurius a est.