Coelum Astronomia 224- 2018 - Page 197

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Guida all'osservazione della Regione Polare Nord (parte A)

I crateri W. Bond, Birmingham, Timaeus, Epigenes, Archytas, Barrow, Goldschmidt, Anaxagoras

Per la principale proposta

di questo mese, ci

spostiamo sul

settore

settentrionale

della Luna dove

andremo a

visitare una parte

della vastissima

regione situata a

nord del mare Frigoris

fino ai confini del Polo Nord lunare. Infatti la sera del 23 maggio il nostro satellite in fase di 8,30 giorni (Colongitudine 15,9°; fase 67,9%) alle 20:56 culminerà in meridiano a un'altezza di +50° e sarà a nostra disposizione per tutta la serata fino a notte fonda quando andrà a tramontare intorno alle tre della notte seguente.

L'individuazione della regione oggetto delle nostre osservazioni non costituirà alcun problema in quanto sarà sufficiente orientare il telescopio verso l'inconfondibile Grande Lago Nero di Plato, spostandoci poi verso nord in prossimità del terminatore appena oltrepassate le scure rocce basaltiche del mare Frigoris. Il limite meridionale della regione lunare oggetto di questa nostra proposta è costituito dal corrispondente tratto del mare Frigoris, una vasta regione pianeggiante estesa per varie centinaia di chilometri in senso est/ovest. Da qui andremo a osservare le grandi strutture crateriformi che ci condurranno sempre più verso nord.

W. Bond

Iniziamo pertanto da W. Bond, una vastissima formazione lunare con diametro di 163 km la cui origine viene fatta risalire al Periodo Geologico Pre Nectariano (collocato da 4,5 a 3,9 miliardi di anni fa).

All'osservazione telescopica innanzitutto sarà possibile percepirne la forma almeno apparentemente poligonale, vagamente simile a un quadrato. Quelle che dovrebbero costituirne le pareti sono ormai ridotte a una condizione estremamente degradata, quale inevitabile conseguenza di una innumerevole quantità di impatti meteoritici che progressivamente ne hanno completamente distrutto l'originaria conformazione. Infatti, degli antichissimi bastioni che cingevano il cratere oggi possiamo osservare solamente estese e irregolari sequenze di rilievi collinari, frequentemente interrotti da tratti in diretta comunicazione con l'area esterna al punto

sud e 650 metri nella parte est-nordest. Praticamente il più grande complesso vulcanico esistente sull'emisfero visibile dalla Terra.

Questi rilievi di origine vulcanica esibiscono una forma prevalentemente cupoliforme e sovente si nota anche un piccolo craterino sommitale. Tali strutture sarebbero la risultante di un'antichissima attività vulcanica di carattere non esplosivo seguita da un successivo, lento e progressivo raffreddamento.