Coelum Astronomia 224- 2018 - Page 18

Coelum Astronomia

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Esolune: possono ospitare la vita?

di Matteo Boni - Media INAF

Si parla spesso della ricerca

di vita su altri pianeti, ma se invece

ci fosse un altro target da considerare? In un recente articolo pubblicato lo scorso 13 giugno su The Astrophysical Journal, i ricercatori dell’Università della California a Riverside (UCR), e dell’Università del Southern Queensland hanno identificato più di cento pianeti giganti che potrebbero ospitare lune capaci di sostenere la vita. Il loro lavoro guiderà la progettazione di futuri telescopi in grado di rilevare queste lune e cercare segni rivelatori di vita nelle loro atmosfere.

Dal lancio del telescopio Kepler della Nasa nel 2009, sono stati identificati migliaia di esopianeti. Uno degli obiettivi principali di Kepler è identificare pianeti che si trovano nella zona abitabile della loro stella, dove cioè sussistono le condizioni che rendono possibile la presenza di acqua liquida e, di conseguenza, dove sia potenzialmente presente la vita.

I pianeti terrestri, rocciosi, sono i primi obiettivi nella ricerca della vita, perché alcuni di loro potrebbero essere simili alla Terra. Ma un altro luogo in cui cercare è dato dai numerosi pianeti gassosi giganti identificati durante la missione Kepler. Sebbene non siano essi i diretti candidati alla presenza di vita, i pianeti simili a Giove nella zona abitabile possono ospitare lune rocciose, chiamate esolune, che potrebbero sostenere la

vita.

«Sono attualmente conosciute 175 lune che orbitano intorno agli otto pianeti del nostro sistema solare. Sebbene la maggior parte di queste lune orbitino intorno a Saturno e Giove, che sono al di fuori della zona abitabile del Sole, potrebbe non essere così per altri sistemi planetari», afferma Stephen Kane, professore associato di astrofisica planetaria e membro del Centro di astrobiologia delle terre alternative dell’UCR. «Includere le esolune rocciose nella nostra ricerca della vita nello spazio amplierà notevolmente i luoghi in cui possiamo osservare».

I ricercatori hanno identificato 121 pianeti giganti le cui orbite sono all’interno delle zone abitabili delle loro stelle. Pianeti gassosi così vicini alla propria stella sono meno comuni dei pianeti terrestri, ma si pensa che ciascuno di essi possa ospitare diverse grandi lune.

Anche se, attualmente, ancora nessuna esoluna è stata confermata, gli scienziati hanno ipotizzato che esse potrebbero fornire un ambiente favorevole alla vita, forse persino migliore della Terra, perché ricevono energia non solo dalla loro stella, ma anche dalla radiazione riflessa dal pianeta cui orbitano attorno.