Coelum Astronomia 224- 2018 - Page 15

Una nuova ricerca condotta dall’Università di Warwick ha stabilito che gli ammassi globulari potrebbero essere fino a 4 miliardi di anni più giovani di quanto si è sempre pensato. Composti da centinaia di migliaia di stelle aggregate in forma sferica, si pensava fossero vecchi quasi quanto l’universo, ma grazie a modelli recentemente sviluppati è stato dimostrato che potrebbero avere "solo" 9 miliardi di anni, piuttosto che 13 miliardi. La scoperta mette in discussione le teorie correnti su come le galassie si sono formate, compresa la Via Lattea, dove si pensa sia presente un numero di ammassi globulari che va da 150 a 180.

Progettati per riconsiderare l’evoluzione stellare, i nuovi modelli chiamati Binary Population and Spectral Synthesis (Bpass) prendono in considerazione i dettagli dell’evoluzione delle stelle binarie all’interno degli ammassi globulari e vengono utilizzati per valutare i colori della luce da vecchie popolazioni di stelle binarie, nonché le tracce degli elementi chimici osservate nei loro spettri. Il processo evolutivo vede due stelle

interagire in un sistema binario e si ritiene che queste stelle si siano formate in concomitanza con l’ammasso globulare stesso. Utilizzando i modelli Bpass e calcolando l’età dei sistemi stellari binari, i ricercatori sono stati in grado di dimostrare che l’ammasso globulare di cui fanno parte non era così antico come suggerito da altri modelli.

Elizabeth Stanway, del gruppo di astronomia e astrofisica dell’università di Warwick e leader della nuova ricerca ha dichiarato: «Determinare le età delle stelle è sempre dipeso dal confronto delle osservazioni con i modelli, che

racchiudono la nostra comprensione di come le stelle si formano ed evolvono. La nostra comprensione è cambiata nel tempo e siamo sempre più consapevoli degli effetti dovuti alle interazioni tra le stelle e ai loro compagni binari e terziari».

Stanway suggerisce che i risultati della ricerca indichino nuove vie di indagine su come si formano le galassie massicce e le stelle in esse contenute: «È importante notare che c’è ancora molto lavoro da fare, in particolare guardando quei sistemi molto vicini dove possiamo risolvere le singole stelle piuttosto che considerare esclusivamente la luce integrata dell’ammasso, ma il risultato ottenuto è interessante e intrigante».

«Se è vero», conclude la ricercatrice, «cambia la nostra immagine delle prime fasi dell’evoluzione della galassia e dove si sono formate le stelle che si trovano nelle attuali galassie massicce, come la Via Lattea. Ci proponiamo di proseguire questa ricerca considerando sia miglioramenti nella modellistica, sia le previsioni osservabili che derivano da tali modelli».

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Gli ammassi globulari potrebbero non essere così antichi

di Maura Sandri - Media INAF

Evoluzione di un sistema stellare binario in un ammasso globulare. Crediti: Mark A. Garlick/University of Warwick