Coelum Astronomia 224- 2018 - Page 146

Il periodo sinodico del pianeta (lasso di tempo tra due successive congiunzioni inferiori) è dunque di 584 giorni.

Quando Venere è in avvicinamento o in allontanamento rispetto alla Terra è interessante osservarlo intorno alla dicotomia, momento nel quale si mostra illuminato esattamente per metà del suo emisfero rivolto alla Terra. Si può parlare in questo caso, come per la Luna, di primo o di ultimo quarto. In particolare in questi due istanti, è piuttosto facile, con un po’ di esperienza, notare l’anomalia di fase o effetto Schröter, che consiste in una discrepanza tra la fase osservata e quella calcolata. Mettendo occhio al telescopio e confrontando quel che si vede con i calcoli pubblicati su un almanacco, o comunque una fonte che riporti le fasi di Venere, si noterà che il momento in cui il pianeta dovrebbe mostrarsi illuminato esattamente per metà del suo emisfero visibile non coincide praticamente mai con quello che osserviamo, ma è sempre anticipato quando Venere è in fase calante e in ritardo quando è in fase crescente. Il fenomeno non ha ancora spiegazioni certe ma potrebbe essere collegato alla sua atmosfera.

Mi è capitato più volte di notare questo curioso fenomeno, ma questo effetto comunque è riscontrabile anche in altri momenti, anche se le cose sono meno semplici da rilevare.

Nelle fasi superiori al quarto Venere si fa meno interessante. Si mostra infatti piccolino e la fase è meno immediata da percepire, anche se per un osservatore esperto non ci sono grossi problemi a notarla fino a quando non arriva ad avvicinare il 100%.

Il momento clou, il più spettacolare per l’osservazione delle fasi, è senza dubbio quello della congiunzione inferiore o i giorni a cavallo di questo istante. In quel periodo il pianeta non si dovrebbe vedere perché sta transitando tra noi e il Sole, rivolgendoci la sua parte non illuminata (al pari della Luna quando è nuova). Inoltre, come già ricordato, è prospetticamente vicinissimo alla nostra stella. Se la separazione ammonta però ad almeno sei-otto gradi possiamo sperare di vederlo emergere dall’accecante chiarore grazie alla sua atmosfera che fa capolino sul bordo del disco disegnando una bellissima falce incredibilmente brillante.

Venere è ridotto a un falcetto davvero sottile (rifrattore da 15 cm con filtro arancione). Ripresa del 13/6/2012 di Claudio Pra.

Nel 2018 Venere ha raggiunto la congiunzione superiore e quindi la maggior distanza dalla Terra il 9 gennaio. Da quel momento è cominciato l’avvicinamento al nostro pianeta. La massima elongazione orientale avverrà il 16 agosto mentre la congiunzione inferiore il 26 ottobre. Quel giorno il pianeta disterà poco più di sei gradi dal centro del disco solare, una condizione piuttosto critica per l’osservazione, ma ancora sfruttabile, sia pure con tutte le cautele del caso. Ad ogni modo nei giorni precedenti e successivi potremo osservare una falce appena più spessa, ma ridotta comunque ai minimi termini, in condizioni migliori.

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