Coelum Astronomia 224- 2018 - Page 141

Una “stella” luminosissima, la più brillante del cielo, visibile facilmente persino in un chiarore ancora molto intenso dopo il tramonto del Sole o prima del suo sorgere, che sotto il cielo buio diventa un autentico faro capace di attirare l’attenzione dei più distratti. Sapendola rintracciare potremo addirittura osservarla anche in pieno giorno a occhio nudo, cosa che a me è successa più volte e che sempre mi ha lasciato piuttosto stupito.

Ho usato impropriamente il termine stella perché in realtà vi sto parlando di un pianeta, Venere, talmente appariscente da essere stata considerato in antichità la Dea della bellezza.

Dopo il Sole e la Luna, è proprio Venere l’oggetto celeste di gran lunga più brillante del cielo, un astro che richiama su di sé l’attenzione degli appassionati, specialmente quando dà vita a spettacolari congiunzioni con altri oggetti celesti, ma che è assai trascurato nell’osservazione telescopica.

Il perché della sua grande luminosità è dovuto soprattutto alla grande riflettività ai raggi solari della sua densissima atmosfera, che nasconde in maniera perenne il suolo del pianeta. Un'atmosfera infernale composta quasi totalmente da anidride carbonica – gas che provoca un catastrofico effetto serra con temperature che al suolo arrivano a sfiorare anche i cinquecento gradi centigradi.

Secondo pianeta, per distanza dal Sole, dopo Mercurio, Venere orbita a una distanza media di circa 108 milioni di chilometri dalla nostra stella e per dimensioni si avvicina molto alla Terra, avendo un diametro equatoriale di 12.103 km contro i 12.756 del nostro pianeta. Non ci somiglia invece per la durata del giorno:

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Immagine di Roberto Pellin - PhotoCoelum