Coelum Astronomia 224- 2018 - Page 14

Gli astronomi hanno individuato e mappato i deboli campi magnetici nei Pilastri della Creazione, le tre imponenti torri di densi gas e polveri presenti a una distanza di circa 7.000 anni luce nella Nebulosa Aquila (M 16), e immortalate in una delle immagini più iconiche mai realizzate dal telescopio Spaziale Hubble.

La nuova ricerca ha dimostrato che i campi magnetici che corrono lungo i Pilastri hanno una diversa angolazione rispetto a quelli presenti nelle regioni che li circondano.

Questa scoperta suggerisce che i pilastri si devono essere evoluti, e sono sostenuti, grazie alla forza

di questi campi magnetici, ipotizzando inoltre che le stelle in formazione potrebbero il risultato del collasso dei gas rallentati dai campi magnetici.

La scoperta è stata fatta da un team internazionale di ricercatori chiamato BISTRO e guidato dagli astronomi dell'Università del Lancashire Centrale (UCLan). Usando il telescopio James Clerk Maxwell alle Hawaii e uno strumento noto

come polarimetro, i ricercatori hanno dimostrato che la luce emessa dai pilastri è polarizzata, rivelando così la direzione del campo magnetico. Il professor Derek Ward-Thompson, capo del Dipartimento di Scienze Fisiche e Informatiche dell'UCLan, ha dichiarato: «La tecnologia utilizzata per visualizzare i dettagli più fini dei campi magnetici è davvero notevole e il fatto che siamo stati in grado di osservare, con questo strumento, dei campi magnetici incredibilmente deboli ci aiuterà a far luce sui misteri della formazione stellare».

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In alto. Rappresentazione artistica di Wasp-107b. Crediti: Esa/Hubble, Nasa, M. Kornmesser.

I Segreti Magnetici dei Pilastri

della Creazione

di Redazione Coelum Astronomia

Credits: NASA, ESA and the Hubble Heritage Team (STScI/AURA)