Coelum Astronomia 224- 2018 - Page 129

www.coelum.com

129

La luce agisce direttamente sulla carta fotosensibile, provocandone l’annerimento in modo proporzionale al tempo e all’intensità dell’esposizione. Si ottengono in questo modo dei negativi di carta, che devono poi essere scansionati in fretta (anneriscono perché ancora fotosensibili) e invertiti via-software.

Questo consente di ottenere in una singola immagine la rappresentazione grafica di un evento che si evolve in un lungo arco temporale, e di registrare – nella fattispecie – il lento percorso del Sole attraverso il cielo.

A destra. È consigliabile mettere le “pinhole camera” in posti sopraelevati, lontano da possibili manomissioni. Come si può vedere dalla fotografia, le camere possono essere montate sia in altazimutale (sotto) che in equatoriale (in alto).

Internet è fonte di molte informazioni sulla Solargrafia. Il primo sito da consultare è quello del Solargraphy Project (www.solargraphy.com), dove si trovano notizie sul progetto che si propone di scoprire e documentare come appaiono i diversi percorsi del Sole alle varie latitudini. Vale la pena di dare un’occhiata alla gallery, ricca di suggestive riprese.

In rete si trovano poi numerosi siti in inglese che spiegano, anche con brevi e divertenti filmati, come costruire facilmente lo strumento per realizzare l’immagine: una Pinhole Solargraphy Camera (Camera per Solargrafia a foro stenopeico).

Costruzione:

- Foro Stenopeico

- Drink Can Camera

La Mia Esperienza

Seguendo le indicazioni reperite in internet sono riuscito a costruire le mie prime Solargraphy Camera. Aiutandomi con una bussola ho cercato di figurarmi il percorso del Sole e ho posizionato la camera orientandola in modo da riprenderlo per intero.

Ho fissato poi la camera molto saldamente (una bufera di vento aveva spostato la camera in una prima prova) con il forellino fermamente rivolto verso sud, lasciandola per tutto il tempo di esposizione previsto di 3 mesi. Ho ottenuto così la mia prima solargrafia, catturando il moto apparente del Sole nei giorni compresi tra l’equinozio di primavera e il solstizio d’estate 2013.

Nell’immagine, che potete vedere alla pagina precedente, il Sole lascia traccia di sé passando ogni giorno sopra le due cupole dell’Osservatorio. Nei giorni di sereno la traccia solare è intera, in quelli di nuvolo è a tratti interrotta o del tutto assente se la copertura nuvolosa è stata completa. La traccia più bassa segna il giorno dell’equinozio, poi il Sole sale lentamente, un passo ogni giorno, e lascia tracce sempre più alte, la più alta di tutte nel giorno del solstizio.

Invito tutti a provare: in Italia esistono tanti bei soggetti (monumenti, elementi naturali e architettonici) che si prestano a fare da “primo piano” allo spettacolo della lenta danza del Sole. Basta provarci.